La filosofia della scienza e lo studio delle fonti del diritto: appunti per una critica del “fisicalismo” giuridico
Articolo
Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
La filosofia della scienza e lo studio delle fonti del diritto: appunti per una critica del “fisicalismo” giuridico / Buffoni, Laura. - In: DIRITTO & QUESTIONI PUBBLICHE. - ISSN 1825-0173. - 14(2014), pp. 365-410.
Abstract:
In questo saggio viene discussa la proposta teorica formulata da Roberto Bin
nel libro, A discrezione del giudice. Ordine e disordine: una prospettiva
quantistica, secondo cui la fisica ed i suoi presupposti epistemologici possono
aiutare, secondo una intuizione di L. Tribe del 1989, a fondare, su nuove basi,
la teoria delle fonti del diritto e dell’interpretazione giuridica. In particolare,
l’applicazione delle premesse epistemologiche della fisica quantistica alla
teoria del diritto svelerebbe il determinismo newtoniano della teoria kelseniana
delle fonti (e dell’interpretazione) del diritto e la sovrapposizione tra il soggetto
che interpreta e l’oggetto interpretato. L’Autore di questo lavoro, benché ritenga stimolante la metafora “fisicalista”, sostiene che non è necessario
postulare premesse fisiche per spiegare il fenomeno giuridico. E questo perché
non vi è alcuna gerarchia epistemologica tra le scienze naturali e le scienze
sociali che prescriva di mutuare il metodo interpretativo dalla fisica. Al
contrario, gli stessi fatti possono essere già spiegati con il discorso interno al
diritto, quello proprio della teoria discorsiva dell’interpretazione giuridica e,
soprattutto, gli stessi fisici costruiscono discorsivamente le proprie teorie,
secondo l’opzione teorica propugnata dal post-positivismo giuridico analitico.
nel libro, A discrezione del giudice. Ordine e disordine: una prospettiva
quantistica, secondo cui la fisica ed i suoi presupposti epistemologici possono
aiutare, secondo una intuizione di L. Tribe del 1989, a fondare, su nuove basi,
la teoria delle fonti del diritto e dell’interpretazione giuridica. In particolare,
l’applicazione delle premesse epistemologiche della fisica quantistica alla
teoria del diritto svelerebbe il determinismo newtoniano della teoria kelseniana
delle fonti (e dell’interpretazione) del diritto e la sovrapposizione tra il soggetto
che interpreta e l’oggetto interpretato. L’Autore di questo lavoro, benché ritenga stimolante la metafora “fisicalista”, sostiene che non è necessario
postulare premesse fisiche per spiegare il fenomeno giuridico. E questo perché
non vi è alcuna gerarchia epistemologica tra le scienze naturali e le scienze
sociali che prescriva di mutuare il metodo interpretativo dalla fisica. Al
contrario, gli stessi fatti possono essere già spiegati con il discorso interno al
diritto, quello proprio della teoria discorsiva dell’interpretazione giuridica e,
soprattutto, gli stessi fisici costruiscono discorsivamente le proprie teorie,
secondo l’opzione teorica propugnata dal post-positivismo giuridico analitico.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
teoria dell’interpretazione giuridica, fisicalismo, filosofia della scienza, neopositivismo logico, post-positivismo ; theory of legal interpretation, fisicalism, philosophy of science, neopositivism, post-positivism science law
Elenco autori:
Buffoni, Laura
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Pubblicato in: