CESSIONE D’AZIENDA, TRASFERIMENTO DEL MARCHIO E VALORI IMPONIBILI NEL “SISTEMA” IVA-REGISTRO
Articolo
Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
CESSIONE D’AZIENDA, TRASFERIMENTO DEL MARCHIO E VALORI IMPONIBILI NEL “SISTEMA” IVA-REGISTRO / Scanu, Giuseppe Giovanni. - In: RIVISTA TRIMESTRALE DI DIRITTO TRIBUTARIO. - ISSN 2280-1332. - 3(2014), pp. 705-729.
Abstract:
La valutazione degli assets riconducibili alla proprietà industriale assume crescente rilievo nell’economia attuale nella quale una parte significativa del patrimonio aziendale è spesso insita nei beni c.d. intangibles e, tra questi, il marchio è in grado di influenzare la performance aziendale a seconda del grado di notorietà e di accreditamento sul mercato, creando così un vantaggio competitivo.
Il processo di valutazione deve misurarsi con l’unicità che ogni brand ha in sé e con la difficoltà di rintracciare transazioni tipologicamente omogenee e, in definitiva, un “mercato del marchio” di riferimento confrontabile al quale attingere per ricavare un valore sufficientemente attendibile ed al riparo da eventuali rettifiche da parte dell’ufficio.
I criteri di valutazione del marchio comunemente adoperati nella prassi hanno mostrato i propri limiti nel valorizzare quel plusvalore latente che il valore contabile iscritto in bilancio non valorizza.
Così, il valore di trasferimento del marchio è pur sempre il risultato di un accordo negoziale e non può consentirsi all’Ufficio, in difetto di ulteriori riscontri probatori, di risalire attraverso meccanismi di “normalizzazione” ad un maggior prezzo rispetto a quanto dichiarato dalle parti
Il processo di valutazione deve misurarsi con l’unicità che ogni brand ha in sé e con la difficoltà di rintracciare transazioni tipologicamente omogenee e, in definitiva, un “mercato del marchio” di riferimento confrontabile al quale attingere per ricavare un valore sufficientemente attendibile ed al riparo da eventuali rettifiche da parte dell’ufficio.
I criteri di valutazione del marchio comunemente adoperati nella prassi hanno mostrato i propri limiti nel valorizzare quel plusvalore latente che il valore contabile iscritto in bilancio non valorizza.
Così, il valore di trasferimento del marchio è pur sempre il risultato di un accordo negoziale e non può consentirsi all’Ufficio, in difetto di ulteriori riscontri probatori, di risalire attraverso meccanismi di “normalizzazione” ad un maggior prezzo rispetto a quanto dichiarato dalle parti
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
cessione d’azienda; marchio; valori imponibili
Elenco autori:
Scanu, Giuseppe Giovanni
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