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  1. Pubblicazioni

Strategie di lotta per il contenimento di Ceratitis capitata (Wied.) in agrumicoltura

Articolo
Data di Pubblicazione:
2005
Citazione:
Strategie di lotta per il contenimento di Ceratitis capitata (Wied.) in agrumicoltura / Ortu, S; Lentini, Andrea; Cocco, Arturo. - In: INFORMATORE FITOPATOLOGICO. - ISSN 0020-0735. - 55(1):(2005), pp. 28-34.
Abstract:
Sulla base delle conoscenze acquisite in circa 25 anni d’indagine sulla dinamica di popolazione di C. capitata (Wied.) e sulla naturale resistenza dei frutti non maturi vengono riportate le strategie di difesa fitosanitaria più rispondenti alle esigenze di una agrumicoltura moderna. Il contenimento delle infestazioni deve essere orientato verso il controllo della popolazione adulta al fine di ridurre i residui di fitofarmaci nei frutti, proteggere il delicato equilibrio dell’agroecosistema agrumeto ed evitare la presenza di punture di ovideposizione che possono diventare vie di penetrazione per funghi e/o batteri e rendere il prodotto meno idoneo alla frigoconservazione. Gli interventi di lotta adulticida devono iniziare alle prime catture degli adulti alle trappole attivate con Trimedlure. Possono essere utilizzate esche proteiche avvelenate o trappole adulticide costituite di materiale diverso (legno, cartone, tessuto, ecc.). Le esche avvelenate vanno distribuite con una pompa ad alto volume, sulla porzione di chioma esposta a sud-ovest delle piante coltivate o preferibilmente sui frangivento. L’intervento dovrà essere effettuato su interi comprensori agrumicoli o piccole superfici isolate, ripetuto ogni 20-30 giorni circa e comunque dopo piogge intense. Le trappole adulticide, attivate per attrarre preferibilmente le femmine e trattate con insetticida per abbattere gli adulti al solo contatto, vanno utilizzate in numero di 100-150 per ettaro e sostituite dopo 10 settimane. Un certo interesse sta suscitando l’uso di un prodotto a base di Caolino che ostacola le ovideposizioni nei frutti. Gli interventi larvicidi dovranno essere impiegati solamente come ultima possibilità quando sui frutti, prossimi alla maturazione, sono presenti le prime larve in attività trofica. I prodotti da utilizzare per avvelenare le esche e per gli interventi larvicidi devono essere scelti, preferibilmente, tra quelli previsti nei disciplinari relativi al Regolamento CE 2078/92 tenendo conto delle limitazioni previste dai successivi interventi legislativi. La tecnica del maschio sterile, anche se sperimentata con successo in diverse aree agrumicole, non è ancora entrata in uso comune per via dei vari problemi tecnico-economici e organizzativi che richiede.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Ortu, S; Lentini, Andrea; Cocco, Arturo
Autori di Ateneo:
COCCO Arturo
LENTINI Andrea
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/134096
Pubblicato in:
INFORMATORE FITOPATOLOGICO
Journal
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