L’uso dell’ossidiana nell’insediamento preistorico di Craviole Paderi – Sestu
Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2004
Citazione:
L’uso dell’ossidiana nell’insediamento preistorico di Craviole Paderi – Sestu / Cappai, R; Melis, Maria Grazia; Mussi, M.. - (2004), pp. 223-234. (Intervento presentato al convegno L’ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo: recupero dei valori di un territorio tenutosi a Oristano - Pau nel 29 novembre - 1 dicembre 2002).
Abstract:
Una vasta area insediativa ricca di materiali litici, fittili e ossei, fu scoperta negli anni '90 circa 1.5 Km a nord-ovest di Sestu (CA). Lo studio delle ceramiche ha permesso di individuare una frequentazione nella fase Ozieri del tardo Neolitico, nel Sub-Ozieri del primo Eneolitico e nell'ambito della cultura di Monte Claro dell'Eneolitico evoluto.
Scopo del presente lavoro è approfondire l'analisi dell'uso dell'ossidiana (circa 1500 elementi) mediante il metodo dell’analisi tecnologica, con la ricostruzione della "sequenza operativa", dall'approvvigionamento, alla lavorazione, all'abbandono della materia prima.
Si è potuto ipotizzare che l'ossidiana giungesse sotto forma di piccoli blocchi -probabilmente risultato di una raccolta di superficie- che venivano poi lavorati direttamente nel sito. Sono infatti presenti in gran quantità schegge di messa in forma e di vero e proprio decorticamento del nucleo, schegge di ravvivamento, molto materiale di pieno débitage e residui di nucleo. Questi ultimi sono stati intensamente sfruttati e ridotti a dimensioni esigue, a testimonianza forse di difficoltà nell’approvvigionamento della materia. Di grande interesse è lo studio dei pezzi scagliati, finora mal documentati in Sardegna, e presenti in altissima percentuale.
Scopo del presente lavoro è approfondire l'analisi dell'uso dell'ossidiana (circa 1500 elementi) mediante il metodo dell’analisi tecnologica, con la ricostruzione della "sequenza operativa", dall'approvvigionamento, alla lavorazione, all'abbandono della materia prima.
Si è potuto ipotizzare che l'ossidiana giungesse sotto forma di piccoli blocchi -probabilmente risultato di una raccolta di superficie- che venivano poi lavorati direttamente nel sito. Sono infatti presenti in gran quantità schegge di messa in forma e di vero e proprio decorticamento del nucleo, schegge di ravvivamento, molto materiale di pieno débitage e residui di nucleo. Questi ultimi sono stati intensamente sfruttati e ridotti a dimensioni esigue, a testimonianza forse di difficoltà nell’approvvigionamento della materia. Di grande interesse è lo studio dei pezzi scagliati, finora mal documentati in Sardegna, e presenti in altissima percentuale.
Tipologia CRIS:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Insediamento; Tecnologia dell'industria litica; Eneolitico; Settlement; Lithic technology; Eneolithic
Elenco autori:
Cappai, R; Melis, Maria Grazia; Mussi, M.
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Titolo del libro:
L’ossidiana del Monte Arci nel Mediterraneo: recupero dei valori di un territorio