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  1. Pubblicazioni

Percorsi e terre di mezzo: dai cammini degli antenati ai luoghi dell'incontro e della festa contemporanei. Il Museo MATER di Mamoiada

Contributo in Atti di convegno
Data di Pubblicazione:
2015
Citazione:
Percorsi e terre di mezzo: dai cammini degli antenati ai luoghi dell'incontro e della festa contemporanei. Il Museo MATER di Mamoiada / Decandia, Lidia. - (2015), pp. 887-993. (Intervento presentato al convegno CITTÀ MEMORIA GENTE - CIUDAD MEMORIA GENTE - CITY MEMORY PEOPLE Libro degli Atti del 9° Congresso "Città e Territorio Virtuale" Libro de Actas del 9° Congreso "Ciudad y Territorio Virtual" Book of Acts of the 9th Congress "Virtual City and Territory" . tenutosi a Roma, nel 2-4 ottobre 2013).
Abstract:
Il saggio intende raccontare l’esperienza svolta insieme a Studio Azzurro nella progettazione del Museo di
archeologia e del territorio di Mamoiada. In questa esperienza attraverso l’uso di strumenti multimediali e interattivi si
è lavorato per costruire non un luogo contemplativo ma una vera e propria "centrale di produzione di conoscenza
memoriale e immaginativa".
Nel raccontare alcuni aspetti della storia di questo territorio, per individuare una possibile chiave interpretativa, siamo
partiti dalle peculiarità di questo contesto e in particolare dal suo essere terra di confine e di frontiera, e in quanto tale,
anche luogo di incontro e di scambio. Questa particolare identità di confine è diventata la chiave per rileggere la
presenza di particolari luoghi "sacri" preistorici e contemporanei che popolano questo contesto. È, infatti, lungo le
principali direttrici di attraversamento di questo territorio, probabilmente usate dai cacciatori sin dal Paleolitico e
successivamente dai pastori transumanti che sorgevano, le "pietre fitte", e in cui, ancora oggi è localizzato l’antico
Santuario di San Cosimo. Un santuario molto particolare, probabilmente di origine bizantina, che ha svolto nel tempo e
continua ancora oggi a svolgere un ruolo per molti aspetti simile a quello degli antichi menhirs. All'interno di questo
recinto sacro infatti ogni anno per nove giorni si trasferivano sino agli anni sessanta, ma la festa è in auge ancora oggi,
gruppi familiari di diverse comunità. Superando il rigido particolarismo del villaggio le diverse popolazioni si ritrovano
nel santuario alla "ricerca di una vita più piena, che non consiste soltanto in una maggiore disponibilità di viveri, ma in
maggiori piaceri collettivi, ottenuti mediante un uso più completo della fantasia simbolica e dell'arte e insieme in una
visione comune di una vita migliore più ricca di significati ed esteticamente incantevole" (Mumford, 1977).
A partire da queste analogie si è scelto di narrare questo peculiare aspetto della storia del territorio utilizzando fonti
documentarie e orali, messe insieme non con un andamento lineare e continuo, ma lavorando piuttosto, attraverso
immagini poetiche e metaforiche, per frammenti, montaggi, accostamenti delicati, che, nel rompere ogni associazione
sistematica, si richiamano l'un l'altro, più attraverso analogie che sequenze logiche. Abbiamo pensato di costruire un
percorso che diventasse capace di mostrare più che di dire, di far lavorare l'immaginazione attraverso l'accostamento
inusuale tra epoche differenti, tra l'arcaico e il contemporaneo; di aprire domande e di mettere sul tavolo questioni
insolute anziché costruire teorie da difendere.
Alla base della costruzione di questo museo c’è stata l’idea di produrre una conoscenza non mirata semplicemente a
restituire tempi che non sono più, ma piuttosto intenta a farci percepire l'impossibilità semmai di poterli riportare
definitivamente alla luce; capace di indurci ad esplorare e ad allargare la realtà, senza esaurirla; di spingerci ad
andare oltre l'ovvio e il banale delle descrizioni oggettive e generalizzanti – che pietrificano e riducono il territorio ad
una mera collezione di oggetti inanimati e inerti – per trovare strumenti nuovi in grado di renderlo vivo. Un sapere
volto a riabituarci a prestare orecchio alla voce inascoltata delle cose e di farci rinvenire in esse quell'aura che ce le
avvicina pur mantenendole a distanza. Una conoscenza dunque capace di sviluppare "l'attitudine alla contemplazione
non di ciò che c'è ma di ciò che manca", di costruire ponti tra visibile ed invisibile, di custodire il mistero
dell'eccedenza dei significati, l'esuberanza della realtà che mai interamente potrà essere svelata.
Tipologia CRIS:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Museo narrativo, arte, territorio, menhir, santuari
Elenco autori:
Decandia, Lidia
Autori di Ateneo:
DECANDIA Lidia
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/74687
Titolo del libro:
CITTÀ MEMORIA GENTE - CIUDAD MEMORIA GENTE - CITY MEMORY PEOPLE Libro degli Atti del 9° Congresso "Città e Territorio Virtuale" Libro de Actas del 9° Congreso "Ciudad y Territorio Virtual" Book of Acts of the 9th Congress "Virtual City and Territory"
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