Data di Pubblicazione:
2009
Citazione:
La storia del territorio / Carboni, Donatella; Reali, R.. - (2009), pp. 41-55.
Abstract:
LA STORIA DEL TERRITORIO
Dopo l’analisi ambientale della zona in esame, sarà l’analisi storica a dare ulteriore
rilevanza all’evoluzione del paesaggio. A tale proposito saranno analizzate le trasformazioni che
ogni singola civiltà ha apportato al territorio e saranno studiati i condizionamenti che ancora
oggi permangono o che hanno influenzato le diverse epoche storiche. Nello specifico le
trasformazioni economiche, i degradi creati nelle diverse epoche storiche, gli eventuali
cambiamenti di uso del suolo e le motivazioni più significative che hanno portato a ciò.
La conferma che la Sardegna è stata abitata fin dall’Età Paleolitica è venuta dagli
scavi, in territorio di Oliena, della grotta Corbeddu. I livelli indagati, che fra l’altro, hanno
restituito un frammento di osso umano, si possono datare tra 13.500 e 12.500 anni da oggi. La
probabile organizzazione delle genti preistoriche della Sardegna centro-orientale e in particolare
di quelle dei territori dei comuni campione, richiama a un forte bisogno di coesione sociale,
queste genti, infatti, hanno dovuto rispondere a un ambiente parcellizzato per natura, un
ambiente che ha diviso e che divide con un’aggregazione per clan, fatta di pochi nuclei familiari.
Numerosi nuraghi e villaggi, e in misura minore, tombe di giganti segnano l’età
dei nuraghi la cui testimonianza appare molto diffusa. Alcuni esempi significativi
testimoniano l’importante diffusione di questa civiltà nei territori studiati, ma anche la
complessità della loro distribuzione, certamente non casuale.
Con l’occupazione romana assistiamo a un processo di integrazione molto rapido
nelle regioni costiere ma quasi inesistente nei territori interni per i quali il processo di
integrazione nella romanità potrebbe slittare al II o addirittura al III secolo d.C. L’area da
noi proposta appare caratterizzata dalla presenza di villaggi e di piccoli centri costieri, ma
con un’urbanizzazione limitata e in alcune aree addirittura inesistente; del resto nelle zone
isolate, interne, era prevalentemente insediata una popolazione locale ostile agli immigrati
italici e che ha lasciato pochissime testimonianze scritte.
Il periodo medioevale vede un territorio con un’ampia presenza di abitati sparsi e
luoghi fortificati a difesa di località ad alto valore strategico. Purtroppo, in seguito a calamità
naturali e politiche, i centri più piccoli subirono un facile dissolvimento e gli abitanti superstiti si
concentrarono nelle città maggiori e nei villaggi risparmiati da queste devastanti vicende.
Nei primi anni del XIV secolo i territori in esame si trovavano sotto la Repubblica
marinara di Pisa, quando l’Infante Alfonso d’Aragona, con le sue truppe, sbarcò in Ogliastra per
conquistare il regno di Sardegna e Corsica. L’arrivo delle armate iberiche fu accolto con favore
da gran parte dei sardi, e in particolare da quelli sottoposti al dominio pisano, tra i quali si era
creata la speranza di ottenere, con il nuovo governo, un miglioramento delle condizioni di vita.
L’unificazione nazionale mise, infine, in evidenza la gravità dei problemi irrisolti che
ancora affliggevano l’Isola: la sicurezza delle campagne, il banditismo, la viabilità interna e le
comunicazioni marittime, l’arretratezza economica e sociale, l’istruzione; tutti problemi che dalla
unificazione ai giorni nostri hanno costituito il fondamento e l’essenza della “Questione Sarda”.
Dopo l’analisi ambientale della zona in esame, sarà l’analisi storica a dare ulteriore
rilevanza all’evoluzione del paesaggio. A tale proposito saranno analizzate le trasformazioni che
ogni singola civiltà ha apportato al territorio e saranno studiati i condizionamenti che ancora
oggi permangono o che hanno influenzato le diverse epoche storiche. Nello specifico le
trasformazioni economiche, i degradi creati nelle diverse epoche storiche, gli eventuali
cambiamenti di uso del suolo e le motivazioni più significative che hanno portato a ciò.
La conferma che la Sardegna è stata abitata fin dall’Età Paleolitica è venuta dagli
scavi, in territorio di Oliena, della grotta Corbeddu. I livelli indagati, che fra l’altro, hanno
restituito un frammento di osso umano, si possono datare tra 13.500 e 12.500 anni da oggi. La
probabile organizzazione delle genti preistoriche della Sardegna centro-orientale e in particolare
di quelle dei territori dei comuni campione, richiama a un forte bisogno di coesione sociale,
queste genti, infatti, hanno dovuto rispondere a un ambiente parcellizzato per natura, un
ambiente che ha diviso e che divide con un’aggregazione per clan, fatta di pochi nuclei familiari.
Numerosi nuraghi e villaggi, e in misura minore, tombe di giganti segnano l’età
dei nuraghi la cui testimonianza appare molto diffusa. Alcuni esempi significativi
testimoniano l’importante diffusione di questa civiltà nei territori studiati, ma anche la
complessità della loro distribuzione, certamente non casuale.
Con l’occupazione romana assistiamo a un processo di integrazione molto rapido
nelle regioni costiere ma quasi inesistente nei territori interni per i quali il processo di
integrazione nella romanità potrebbe slittare al II o addirittura al III secolo d.C. L’area da
noi proposta appare caratterizzata dalla presenza di villaggi e di piccoli centri costieri, ma
con un’urbanizzazione limitata e in alcune aree addirittura inesistente; del resto nelle zone
isolate, interne, era prevalentemente insediata una popolazione locale ostile agli immigrati
italici e che ha lasciato pochissime testimonianze scritte.
Il periodo medioevale vede un territorio con un’ampia presenza di abitati sparsi e
luoghi fortificati a difesa di località ad alto valore strategico. Purtroppo, in seguito a calamità
naturali e politiche, i centri più piccoli subirono un facile dissolvimento e gli abitanti superstiti si
concentrarono nelle città maggiori e nei villaggi risparmiati da queste devastanti vicende.
Nei primi anni del XIV secolo i territori in esame si trovavano sotto la Repubblica
marinara di Pisa, quando l’Infante Alfonso d’Aragona, con le sue truppe, sbarcò in Ogliastra per
conquistare il regno di Sardegna e Corsica. L’arrivo delle armate iberiche fu accolto con favore
da gran parte dei sardi, e in particolare da quelli sottoposti al dominio pisano, tra i quali si era
creata la speranza di ottenere, con il nuovo governo, un miglioramento delle condizioni di vita.
L’unificazione nazionale mise, infine, in evidenza la gravità dei problemi irrisolti che
ancora affliggevano l’Isola: la sicurezza delle campagne, il banditismo, la viabilità interna e le
comunicazioni marittime, l’arretratezza economica e sociale, l’istruzione; tutti problemi che dalla
unificazione ai giorni nostri hanno costituito il fondamento e l’essenza della “Questione Sarda”.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
SARDEGNA CENTRO -ORIENTALE; STRATIFICAZIONE UMANA; CONFRONTO
Elenco autori:
Carboni, Donatella; Reali, R.
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Un confronto fra due regioni attraverso la stratificazione umana: la Sardegna centro orientale e la Campania Felix. Parte prima (a cura di F. Benincasa e D. Carboni)