The beginning of metallurgic production and the socioeconomic transformations of the Sardinian Eneolithic
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2012
Citazione:
The beginning of metallurgic production and the socioeconomic transformations of the Sardinian Eneolithic / Melis, Maria Grazia; R., Cappai; L., Manca; S., Piras. - 2372:(2012), pp. 13-32.
Abstract:
Per comprendere le dinamiche delle trasformazioni socioeconomiche che segnano la transizione dal Neolitico alla prima età dei metalli e lo sviluppo dell’Eneolitico in Sardegna è necessario analizzare l’evoluzione culturale del fenomeno “Ozieri”, attraverso le fasi antica (San Ciriaco), media (Su Tintirriolu), recente (Pranu Mutteddu?) e finale (Sub-Ozieri). In particolare tra la fase recente e finale è possibile scorgere gli elementi di innovazione che gradualmente trasformeranno il sostrato neolitico, pur nell’ambito di una tradizione che manterrà a lungo molti dei suoi caratteri peculiari, quali le strategie insediative e i rituali funerari.
Sul piano cronologico tale transizione si attua orientativamente nei secoli a cavallo tra la prima e la seconda metà del IV millennio(cal. BC).
La trasformazione graduale dell’organizzazione socioeconomica tardo neolitica e l’evoluzione del primo Eneolitico sono percepibili attraverso l’analisi morfologica, tecnologica e funzionale della produzione artigianale, con particolare riferimento all'interazione tra le attività legate alle diverse materie prime (metallo, litica, materie dure animali, ceramica). A tal proposito un grosso apporto è offerto dai dati inediti provenienti dallo scavo condotto dalla scrivente nell’insediamento di Su Coddu-Canelles (Selargius, Cagliari). Si delinea un quadro in cui sembra di intravedere un approccio opportunistico nella produzione litica, ceramica e in materia dura animale
Ma è importante sottolineare che il cambiamento non è legato ad una perdita del sapere tecnologico, il quale persiste in oggetti di pregio, come la ceramica sub-figulina o le perle in osso. Sembrerebbe che altri fattori abbiano condizionato i ritmi delle attività, riducendo i tempi di fabbricazione degli oggetti e modificando le modalità di acquisizione della materia prima.
Si delinea un quadro di apparente contraddizione: da un lato si registra un decadimento tecnologico (o meglio un ridotto uso del sapere tecnologico) nel campo della ceramica, dell’industria litica e delle materie dure animali; dall’altro si sperimentano nuovi saperi, come quello legato alla metallurgia, si attuano sofisticate tecniche edilizie (Monte d’Accoddi), l’agricoltura raggiunge livelli di maggiore specializzazione.
Nel campo della metallurgia è importante sottolineare come la consapevolezza del potere intrinseco e simbolico del metallo giunga in una seconda fase del suo utilizzo: infatti le prime attestazioni, nell’Ozieri (prima metà del IV millennio cal. BC) e nel Sub-Ozieri (seconda metà del IV millennio cal. BC), si riferiscono prevalentemente a contesti abitativi.
In conclusione si può affermare che l’introduzione del metallo non sembra aver condizionato la produzione artigianale e l’assetto socioeconomico nelle prime fasi dell’Eneolitico. Le trasformazioni alla fine del Neolitico sembrano legate piuttosto ad un crescente sviluppo dell’agricoltura. A partire dal Filigosa nella composizione dei corredi funebri il metallo assume un ruolo simbolico indiscusso e con il Monte Claro l’uso del metallo è maggiormente diffuso e la sua interazione con le altre attività artigianali è confermata.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Eneolitico; Metallurgia; Sardegna; Eneolitic; Metallurgy; Sardinia
Elenco autori:
Melis, Maria Grazia; R., Cappai; L., Manca; S., Piras
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Titolo del libro:
Social, Economic and Symbolic Perspectives at the Dawn of Metal Production
Pubblicato in: