PROVVEDIMENTI PUBBLICI, COLERA E SOLIDARIETÀ NEL XIX SECOLO. L’EPIDEMIA DEL 1855 NELLA CITTÀ REGIA DI ALGHERO (SARDEGNA)
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2013
Citazione:
PROVVEDIMENTI PUBBLICI, COLERA E SOLIDARIETÀ
NEL XIX SECOLO. L’EPIDEMIA DEL 1855 NELLA CITTÀ
REGIA DI ALGHERO (SARDEGNA) / Sechi, M; Carboni, Donatella. - (2013), pp. 583-598.
Abstract:
Il colera si può definire come una malattia tipica del XIX secolo. L’infezione
colpì la popolazione italiana, in diverse ondate, dal 1835 per un
ottantennio, mietendo numerosissime vittime tanto da riportare alla memoria
e nell’immaginario collettivo la supposizione che il morbo «resuscitasse
l’antico terrore della peste» (Forti Messina 1984, p. 431). Alla vigilia
dell’Unità d’Italia la rinnovata paura dell’arrivo della «malattia della
rivoluzione commerciale» (Tognotti 2000, p. 19) portò anche le municipalità
sarde ad adottare una politica sanitaria «per rintuzzare i micidiali
effetti nel caso d’invasione del cholera asiatico» (Archivio Storico del Comune
di Alghero, d’ora in poi ASCAL, B 19, 204, pp. 91-92v) ed «impedire
la invasione del Morbo Micidiale nella nostra Isola» (ASCAL, B 19,
204, pp. 99-99v).
Le misure adottate vennero affiancate alle esigue conoscenze mediche,
alla scarsa presenza su tutto il territorio di medici frequentemente
sostituiti da personale non specializzato come i barbieri e i flebotomi, alle
precarie condizioni di vita, alla coabitazione spesso anche con animali,
alla malnutrizione, alla mancanza delle infrastrutture necessarie alla
vita comunitaria, alla viabilità interna ed esterna piena di «immondizie,
letamai e acque luride» e alla rassegnazione degli abitanti all’arrivo di
una malattia contagiosa alimentata da astruse combinazioni planetarie e
metereologiche a cui erano predestinati per castigo divino ci portano a
supporre ed ipotizzare diversi problemi ambientali ed igienico-sanitari
all’interno delle mura delle città regie sarde ed in particolare di Alghero (SS),(SS), per lungo tempo trascurati.
colpì la popolazione italiana, in diverse ondate, dal 1835 per un
ottantennio, mietendo numerosissime vittime tanto da riportare alla memoria
e nell’immaginario collettivo la supposizione che il morbo «resuscitasse
l’antico terrore della peste» (Forti Messina 1984, p. 431). Alla vigilia
dell’Unità d’Italia la rinnovata paura dell’arrivo della «malattia della
rivoluzione commerciale» (Tognotti 2000, p. 19) portò anche le municipalità
sarde ad adottare una politica sanitaria «per rintuzzare i micidiali
effetti nel caso d’invasione del cholera asiatico» (Archivio Storico del Comune
di Alghero, d’ora in poi ASCAL, B 19, 204, pp. 91-92v) ed «impedire
la invasione del Morbo Micidiale nella nostra Isola» (ASCAL, B 19,
204, pp. 99-99v).
Le misure adottate vennero affiancate alle esigue conoscenze mediche,
alla scarsa presenza su tutto il territorio di medici frequentemente
sostituiti da personale non specializzato come i barbieri e i flebotomi, alle
precarie condizioni di vita, alla coabitazione spesso anche con animali,
alla malnutrizione, alla mancanza delle infrastrutture necessarie alla
vita comunitaria, alla viabilità interna ed esterna piena di «immondizie,
letamai e acque luride» e alla rassegnazione degli abitanti all’arrivo di
una malattia contagiosa alimentata da astruse combinazioni planetarie e
metereologiche a cui erano predestinati per castigo divino ci portano a
supporre ed ipotizzare diversi problemi ambientali ed igienico-sanitari
all’interno delle mura delle città regie sarde ed in particolare di Alghero (SS),(SS), per lungo tempo trascurati.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
COLERA; ALGHERO; SARDEGNA
Elenco autori:
Sechi, M; Carboni, Donatella
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
STUDI IN ONORE DI COSIMO PALAGIANO. VALORI NATURALI, DIMENSIONI CULTURALI, PERCORSI DI RICERCA GEOGRAFICA