L'"ultimo paesaggio" della Storia sereniana: la sua costruzione culturale e materiale
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
L'"ultimo paesaggio" della Storia sereniana: la sua costruzione culturale e materiale / Casu, Alessandra. - (2014), pp. 337-344.
Abstract:
La "Storia del paesaggio agrario italiano" del Sereni si chiude con l'esito delle lotte contadine per la terra: il paesaggio disegnato dalla riforma agraria, rispetto alla quale l’elaborazione politica è differenziata e le differenze culturali nell’affrontare la questione agraria si ripercuotono sulla costruzione istituzionale e materiale della riforma. Il timore di nuove lotte contadine fa sì che il governo centrista, attraverso gli enti dislocati sul territorio cui è demandata la riforma fondiaria, privilegi il modello insediativo disperso, con le case singole isolate nel podere. Tale modello si rifà alla tradizione contadina padana, ma è totalmente alieno a quella meridionale.
Le sinistre eccepiscono che il modello insediativo diffuso garantisce il controllo dei comportamenti sociali degli assegnatari, mentre la maggioranza di governo fa proprie alcune tesi di carattere agronomico, secondo le quali la residenza dell’intero nucleo familiare sul podere ne consente una gestione ottimale e garantisce le condizioni igieniche del centro di servizio. I poderi isolati, infatti, fanno riferimento a centri realizzati e gestiti dagli stessi Enti, dove avviene la distribuzione di mezzi e materie e dove vengono erogati i servizi sociali e l’istruzione: tali nuclei sono dunque disabitati e vissuti solo durante le ore diurne. Differente è il caso delle borgate rurali, centri che oltre alle funzioni di servizio assommano la residenza, risultando così vissuti lungo tutto l’arco del giorno. Il carattere principale di questi nuclei sembra essere una sorta di intimismo: l’unico elemento che si segnala nel paesaggio è il campanile, quasi ad indicare la volontà di riunire una comunità altrimenti dispersa.In questo senso si possomo individuare elementi di cesura col passato: se nella bonifica le case si dissolvevano nel paesaggio a favore della magniloquenza delle grandi infrastrutture, con la riforma agraria prevale il segno intimista e un modesto senso di comunità.
Le sinistre eccepiscono che il modello insediativo diffuso garantisce il controllo dei comportamenti sociali degli assegnatari, mentre la maggioranza di governo fa proprie alcune tesi di carattere agronomico, secondo le quali la residenza dell’intero nucleo familiare sul podere ne consente una gestione ottimale e garantisce le condizioni igieniche del centro di servizio. I poderi isolati, infatti, fanno riferimento a centri realizzati e gestiti dagli stessi Enti, dove avviene la distribuzione di mezzi e materie e dove vengono erogati i servizi sociali e l’istruzione: tali nuclei sono dunque disabitati e vissuti solo durante le ore diurne. Differente è il caso delle borgate rurali, centri che oltre alle funzioni di servizio assommano la residenza, risultando così vissuti lungo tutto l’arco del giorno. Il carattere principale di questi nuclei sembra essere una sorta di intimismo: l’unico elemento che si segnala nel paesaggio è il campanile, quasi ad indicare la volontà di riunire una comunità altrimenti dispersa.In questo senso si possomo individuare elementi di cesura col passato: se nella bonifica le case si dissolvevano nel paesaggio a favore della magniloquenza delle grandi infrastrutture, con la riforma agraria prevale il segno intimista e un modesto senso di comunità.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Paesaggio agrario; Riforma agraria; Land Reform; agrarian reform; rural landscape
Elenco autori:
Casu, Alessandra
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Titolo del libro:
Paesaggi in trasformazione.
Teorie e pratiche della ricerca a cinquant’anni
dalla Storia del paesaggio agrario italiano di Emilio Sereni
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