Data di Pubblicazione:
2008
Citazione:
Le forme della lentezza / Fadda, Antonio. - (2008), pp. 31-53.
Abstract:
Nel determinare le diverse modalità di esperire la realtà giocano le condizioni e le posizioni sociali individuali dei singoli soggetti, ma anche i meccanismi di interazione tra l’attore e gli altri soggetti sociali. Ma esistono situazioni oggettive che impongono una modalità totalizzante di porsi davanti alla realtà: tra queste, i ritmi accelerati e predefiniti imposti dall’organizzazione del lavoro in fabbrica, che hanno condizionato non solo l’attività produttiva, ma tutta la sfera delle relazioni sociali.
Ancora oggi non è il lavoro a seguire le scansioni del tempo, ma è questo ad essere scandito dai ritmi della produzione e il tempo diventa previsto, calcolato e ordinato e quella porzione di tempo che rimane fuori dall’attività produttiva è tempo vuoto, è vacuum, è uno spazio temporale che fa paura perché minacciato dalla noia e dall’ozio.
L’horror vacui fa in modo che l’industria culturale organizzi il tempo libero, imponendo, come sostengono Horkheimer e Adorno, le forme dello svago e integrando gli uomini nella cultura dominante, per cui il riposo assomiglia sempre più al lavoro
Tuttavia esistono altre modalità per portare a termine le attività umane e per esperire il mondo, la lentezza può diventare non un limite, ma una risorsa, una capacità di vivere ad una diversa velocità, riuscendo ad esser fedeli a tutti i sensi e a gustare col proprio corpo la terra che si attraversa.
All’”operaio massa” ha corrisposto specularmene la figura del “turista massa”, un turista consumatore passivo di beni e servizi, da consumare e digerire in fretta per tornare a occupare il proprio posto reale, quello assegnato dal sistema produttivo.
In questo modo si è perso il senso del viaggio. Il viaggio che una volta rappresentava di per sé un’occasione di conoscenza, di vivere nuove esperienze, di fare nuovi incontri, è diventato un faticoso e fastidioso trasferimento dal luogo di residenza alla località di vacanza. E viene considerato tempo perso: per andare in tale posto, due giorni “si perdono” nel viaggio.
Negli ultimi tempi si sono affermate alcune forme di turismo che indicano quanto meno la possibilità di un turismo “lento”, attento a cogliere aspetti meno superficiali della realtà visitata, rispettoso dell’ambiente e delle culture, capace di cogliere il senso reale dei saperi locali.
Agriturismo, turismo culturale e turismo sociale possono rappresentare alcune di queste forme.
Ancora oggi non è il lavoro a seguire le scansioni del tempo, ma è questo ad essere scandito dai ritmi della produzione e il tempo diventa previsto, calcolato e ordinato e quella porzione di tempo che rimane fuori dall’attività produttiva è tempo vuoto, è vacuum, è uno spazio temporale che fa paura perché minacciato dalla noia e dall’ozio.
L’horror vacui fa in modo che l’industria culturale organizzi il tempo libero, imponendo, come sostengono Horkheimer e Adorno, le forme dello svago e integrando gli uomini nella cultura dominante, per cui il riposo assomiglia sempre più al lavoro
Tuttavia esistono altre modalità per portare a termine le attività umane e per esperire il mondo, la lentezza può diventare non un limite, ma una risorsa, una capacità di vivere ad una diversa velocità, riuscendo ad esser fedeli a tutti i sensi e a gustare col proprio corpo la terra che si attraversa.
All’”operaio massa” ha corrisposto specularmene la figura del “turista massa”, un turista consumatore passivo di beni e servizi, da consumare e digerire in fretta per tornare a occupare il proprio posto reale, quello assegnato dal sistema produttivo.
In questo modo si è perso il senso del viaggio. Il viaggio che una volta rappresentava di per sé un’occasione di conoscenza, di vivere nuove esperienze, di fare nuovi incontri, è diventato un faticoso e fastidioso trasferimento dal luogo di residenza alla località di vacanza. E viene considerato tempo perso: per andare in tale posto, due giorni “si perdono” nel viaggio.
Negli ultimi tempi si sono affermate alcune forme di turismo che indicano quanto meno la possibilità di un turismo “lento”, attento a cogliere aspetti meno superficiali della realtà visitata, rispettoso dell’ambiente e delle culture, capace di cogliere il senso reale dei saperi locali.
Agriturismo, turismo culturale e turismo sociale possono rappresentare alcune di queste forme.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Tourism; free time; slowness; turismo; tempo libero; lentezza
Elenco autori:
Fadda, Antonio
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Titolo del libro:
Viaggiar lento