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  1. Pubblicazioni

La «Prosopopea di Pericle» in Arcadia e oltre

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2006
Citazione:
La «Prosopopea di Pericle» in Arcadia e oltre / Sarnelli, Mauro. - II, Monti nella Roma di Pio VI:(2006), pp. 125-174.
Abstract:
Il saggio prende le mosse dalla lettura incrociata dell’epistolario del Monti e degli «Atti Arcadici», dai quali si ricava che il mese di agosto del 1779 è interamente dedicato alle celebrazioni in onore del pontefice regnante, Pio VI Braschi, per cui vengono indette tre «Adunanze Generali» dell’Accademia: la prima «Ordinaria» (il giorno 12), le restanti due «Straordinarie» (i giorni 19 e 22). Nella seconda di esse viene letta dall’autore la prima versione della «Prosopopea di Pericle» — stampata nello stesso anno —, entro un contesto che emerge in tutta la sua fastosità, aulica e “rituale”, coniugando il «sublime», inteso naturalmente in senso encomiastico, con la «cornice mondana» (Gennaro Barbarisi) della celebrazione.
Il testo dell’ode letto in quest’occasione viene rielaborato dal Monti ben sei volte, e l’analisi filologica e critica delle varianti prodotte in una storia redazionale durata quarantasette anni (dal 1779 al 1826), costituisce uno dei centri del saggio. Per comprendere il senso e la natura della «Prosopopea di Pericle», è inoltre fondamentale tenere presente il suo collegamento con l’erma del «vir illustris» ateniese, rinvenuta nella villa di Cassio a Tivoli, in una delle campagne di scavi promosse dalla politica archeologico–culturale di Pio VI, e collocata nella Sala delle Muse del Museo Pio–Clementino, grazie ad Ennio Quirino Visconti, accanto alla quale nel 1784 l’ode viene esposta.
L’indagine sulle macro– e micro–“fonti” classiche e classicistiche della «Prosopopea» è un altro degli snodi centrali del saggio, insieme all’analisi del contesto storico–culturale e storico–letterario entro il quale si vengono a trovare le rielaborazioni montiane dell’ode, che la conducono anche oltre l’originario àmbito accademico.
Calata la sua ideazione nel contesto dell’«iter» letterario dell’autore, ed in quelli strettamente intersecantisi dei «Fasti di Pio VI» e della seconda Arcadia, seguìto il suo percorso compositivo attraverso l’analisi delle varianti, focalizzate le sue tensioni poetiche ed ideali, la «Prosopopea» acquista un vólto ed un significato che rendono ragione del non sopito interesse dell’autore per essa, e della sua fortuna critica, sancita dal Carducci, che la individua come lo snodo di transizione fra le prime due «serie» dell’attività poetica montiana. Nella nostra ode, infatti, la celebrazione della memoria e del ritorno dell’antico viene declinata dall’autore in una pluralità di chiavi, che spaziano dall’archeologia all’encomiastica, dalla cantabilità arcadica ai fermenti neoclassici, dall’afflato neoumanistico all’entusiasmo sublime.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Monti, Vincenzo; Accademia dell'Arcadia; Letteratura italiana, sec. 18.; Pius ; Classicismo
Elenco autori:
Sarnelli, Mauro
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/73100
Titolo del libro:
Vincenzo Monti nella cultura italiana
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