Specie esotiche invasive di rilevanza unionale in Italia: aggiornamenti e integrazioni. In: Armeli Minicante, S., Celesti‑Grapow, L., Galasso, G., Lazzaro, L., Montagnani, C., Brundu, G. (a cura). Mini lavori della Riunione scientifica del Gruppo di Lavoro per le Specie Alloctone. “Valutazione e classificazione degli impatti e distribuzione delle specie alloctone in Italia”.
Articolo
Data di Pubblicazione:
2022
Citazione:
Specie esotiche invasive di rilevanza unionale in Italia: aggiornamenti e integrazioni. In: Armeli Minicante, S., Celesti‑Grapow, L., Galasso, G., Lazzaro, L., Montagnani, C., Brundu, G. (a cura). Mini lavori della Riunione scientifica del Gruppo di Lavoro per le Specie Alloctone. “Valutazione e classificazione degli impatti e distribuzione delle specie alloctone in Italia” / Montagnani, 3. C.; Gentili, R.; Brundu, G.; Celesti‐grapow, L.; Galasso, G.; Lazzaro, L.; Armeli Minicante, S.; Carnevali, L.; Acosta, A. T. R.; Agrillo, E.; Alessandrini, A.; Angiolini, C.; Ardenghi, N. M. G.; Arduini, I.; Armiraglio, S.; Attorre, F.; Bacchetta, G.; Bagella, S.; Barni, E.; Barone, G.; Bartolucci, F.; Beretta, A.; Berta, G.; Bolpagni, R.; Bona, I.; Bonari, G.; Bouvet, D.; Bovio, M.; Briozzo, I.; Brusa, G.; Buldrini, F.; Buono, S.; Burnelli, M.; Carboni, M.; Carli, E.; Casella, F.; Castello, M.; Ceriani, R. M.; Cianfaglione, K.; Cicutto, M.; Conti, F.; Dagnino, D.; Domina, G.; Fanfarillo, E.; Fascetti, S.; Ferrario, A.; Ferretti, G.; Foggi, B.; Gariboldi, L.; Giancola, C.; Gigante, D.; Guarino, R.; Iamonico, D.; Iberite, M.; Kleih, M.; Laface, V. L. A.; Latini, M.; Lazzeri, V.; Lozano, V. L.; Magrini, S.; Mainetti, A.; Marinangeli, F.; Martini, F.; Masiero, F.; Massimi, M.; Mazzola, L.; Medagli, P.; Mugnai, M.; Musarella, C. M.; Nicolella, G.; Orsenigo, S.; Peccenini, S.; Pedullà, L.; Perrino, E. V.; Plutino, M.; Podda, L.; Poggio, L.; Posillipo, G.; Proietti, C.; Prosser, F.; Ranfa, A.; Rempicci, M.; Rivieccio, G.; Rodi, E. S.; Rosati, L.; Salerno, G.; Santangelo, A.; Scalari, F.; Selvaggi, A.; Spampinato, G.; Stinca, A.; Turcato, C.; Viciani, D.; Vidali, M.; Villani, M.; Vurro, M.; Wagensommer, R. P.; Wilhalm, T.; Citterio, S.. - In: NOTIZIARIO DELLA SOCIETÀ BOTANICA ITALIANA. - ISSN 2532-8034. - 6:(2022), pp. 19-20.
Abstract:
La Commissione Europea (CE) ha inserito ad oggi 36 taxa esotici vegetali nella lista delle specie esotiche invasive
di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio, re‐
cante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. La lista
delle specie di rilevanza unionale viene periodicamente aggiornata e include quelle specie che rappresentano
una grave minaccia per la biodiversità, ma anche per la salute dei cittadini e le attività economiche nei territori
dell’Unione Europea e che necessitano di una gestione concertata a livello comunitario.
Attualmente in Italia sono presenti, allo stato spontaneo, 19 taxa esotici di rilevanza unionale, di cui 4 [Acacia
saligna (Labill.) H.L.Wendl., Ailanthus altissima (Mill.) Swingle, Cardiospermum grandiflorum Sw., Humulus japon‑
icus Siebold & Zucc. (= H. scandens auct., non (Lour.) Merr.)] inseriti nel luglio 2019. La maggior parte di questi
taxa (60%) arriva dalle Americhe ed è stata introdotta in Italia a fini ornamentali. In base al Reg. (UE) n.
1143/2014, oggi il loro commercio, importazione, vendita e coltivazione sono vietati a livello comunitario; è co‐
munque necessario monitorare attivamente i territori poiché le vie e i vettori di introduzione e diffusione (sia
naturali sia antropici) sono molteplici e, spesso, di non facile intercettazione. Ogni stato membro deve prevenire
l’ingresso e la diffusione dei taxa ancora assenti sul suo
territorio e minimizzare gli impatti negativi di quelli già
presenti, con azioni di controllo e contenimento ed era‐
dicazione laddove possibile.
La CE vigila sullo stato di ogni taxon grazie anche a pe‐
riodiche rendicontazioni da parte dei paesi dell’Unione.
In vista di tali report, tra il 2020 e il 2021 è stata definita
e integrata la distribuzione di queste specie in Italia. Il
lavoro ha visto il coinvolgimento di un numeroso gruppo
di botanici in gran parte afferenti alla Società Botanica
Italiana, necessario per definire un quadro distributivo
attendibile delle specie, soprattutto di quelle a più ampia
distribuzione. In particolare, per Ailanthus altissima è
stato raccolto il maggior numero di dati distributivi
(quasi 11.000), in linea con una presenza quasi ubiqui‐
taria sul territorio nazionale (Fig. 1). Infatti, A. altissima
è diffusa in tutte le regioni italiane e la sua presenza mas‐
siva diventa rarefatta, fino a scomparire, solo con l’au‐
mento dell’altitudine e nei contesti naturali
caratterizzati da maggiore equilibrio ecologico, come
negli ambienti alpini e in alcune zone della dorsale ap‐
penninica, o in fitocenosi stabili e non interessate da fat‐
tori di disturbo antropico e naturale. A far da contraltare
ad A. altissima vi sono poi specie con una distribuzione
molto limitata, come Gymnocoronis spilanthoides (D.Don
ex Hook. & Arn.) DC. (pochi siti in Lombardia: Ardenghi
et al. 2016) e Cardiospermum grandiflorum (pochi siti in
Liguria e Sicilia: Raimondo et al. 2005, Alberti 2014, Ot‐
tonello 2016). Altri taxa sono diffusi solo in una regione biogeografica: per esempio, Acacia saligna è specie invasiva esclusiva della regione mediterranea (con compor‐
tamento invasivo soprattutto nelle regioni più meridionali e nelle isole), mentre Humulus japonicus invade per
lo più gli ambienti ripariali della regione continentale. La regione alpina è meno interessata dalla presenza di
specie esotiche di rilevanza unionale, ma annovera allarmanti presenze come Heracleum mantegazzianum Som‐
mier & Levier e Impatiens glandulifera Royle; anche Pueraria lobata (Willd.) Ohwi ricade in ambito alpino, seb‐
bene si concentri nella zona insubr
di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio, re‐
cante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive. La lista
delle specie di rilevanza unionale viene periodicamente aggiornata e include quelle specie che rappresentano
una grave minaccia per la biodiversità, ma anche per la salute dei cittadini e le attività economiche nei territori
dell’Unione Europea e che necessitano di una gestione concertata a livello comunitario.
Attualmente in Italia sono presenti, allo stato spontaneo, 19 taxa esotici di rilevanza unionale, di cui 4 [Acacia
saligna (Labill.) H.L.Wendl., Ailanthus altissima (Mill.) Swingle, Cardiospermum grandiflorum Sw., Humulus japon‑
icus Siebold & Zucc. (= H. scandens auct., non (Lour.) Merr.)] inseriti nel luglio 2019. La maggior parte di questi
taxa (60%) arriva dalle Americhe ed è stata introdotta in Italia a fini ornamentali. In base al Reg. (UE) n.
1143/2014, oggi il loro commercio, importazione, vendita e coltivazione sono vietati a livello comunitario; è co‐
munque necessario monitorare attivamente i territori poiché le vie e i vettori di introduzione e diffusione (sia
naturali sia antropici) sono molteplici e, spesso, di non facile intercettazione. Ogni stato membro deve prevenire
l’ingresso e la diffusione dei taxa ancora assenti sul suo
territorio e minimizzare gli impatti negativi di quelli già
presenti, con azioni di controllo e contenimento ed era‐
dicazione laddove possibile.
La CE vigila sullo stato di ogni taxon grazie anche a pe‐
riodiche rendicontazioni da parte dei paesi dell’Unione.
In vista di tali report, tra il 2020 e il 2021 è stata definita
e integrata la distribuzione di queste specie in Italia. Il
lavoro ha visto il coinvolgimento di un numeroso gruppo
di botanici in gran parte afferenti alla Società Botanica
Italiana, necessario per definire un quadro distributivo
attendibile delle specie, soprattutto di quelle a più ampia
distribuzione. In particolare, per Ailanthus altissima è
stato raccolto il maggior numero di dati distributivi
(quasi 11.000), in linea con una presenza quasi ubiqui‐
taria sul territorio nazionale (Fig. 1). Infatti, A. altissima
è diffusa in tutte le regioni italiane e la sua presenza mas‐
siva diventa rarefatta, fino a scomparire, solo con l’au‐
mento dell’altitudine e nei contesti naturali
caratterizzati da maggiore equilibrio ecologico, come
negli ambienti alpini e in alcune zone della dorsale ap‐
penninica, o in fitocenosi stabili e non interessate da fat‐
tori di disturbo antropico e naturale. A far da contraltare
ad A. altissima vi sono poi specie con una distribuzione
molto limitata, come Gymnocoronis spilanthoides (D.Don
ex Hook. & Arn.) DC. (pochi siti in Lombardia: Ardenghi
et al. 2016) e Cardiospermum grandiflorum (pochi siti in
Liguria e Sicilia: Raimondo et al. 2005, Alberti 2014, Ot‐
tonello 2016). Altri taxa sono diffusi solo in una regione biogeografica: per esempio, Acacia saligna è specie invasiva esclusiva della regione mediterranea (con compor‐
tamento invasivo soprattutto nelle regioni più meridionali e nelle isole), mentre Humulus japonicus invade per
lo più gli ambienti ripariali della regione continentale. La regione alpina è meno interessata dalla presenza di
specie esotiche di rilevanza unionale, ma annovera allarmanti presenze come Heracleum mantegazzianum Som‐
mier & Levier e Impatiens glandulifera Royle; anche Pueraria lobata (Willd.) Ohwi ricade in ambito alpino, seb‐
bene si concentri nella zona insubr
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Regolamento (UE) n. 1143/2014, specie esotiche invasive, distribuzione, gestione
Elenco autori:
Montagnani, 3. C.; Gentili, R.; Brundu, G.; Celesti‐grapow, L.; Galasso, G.; Lazzaro, L.; Armeli Minicante, S.; Carnevali, L.; Acosta, A. T. R.; Agrillo, E.; Alessandrini, A.; Angiolini, C.; Ardenghi, N. M. G.; Arduini, I.; Armiraglio, S.; Attorre, F.; Bacchetta, G.; Bagella, S.; Barni, E.; Barone, G.; Bartolucci, F.; Beretta, A.; Berta, G.; Bolpagni, R.; Bona, I.; Bonari, G.; Bouvet, D.; Bovio, M.; Briozzo, I.; Brusa, G.; Buldrini, F.; Buono, S.; Burnelli, M.; Carboni, M.; Carli, E.; Casella, F.; Castello, M.; Ceriani, R. M.; Cianfaglione, K.; Cicutto, M.; Conti, F.; Dagnino, D.; Domina, G.; Fanfarillo, E.; Fascetti, S.; Ferrario, A.; Ferretti, G.; Foggi, B.; Gariboldi, L.; Giancola, C.; Gigante, D.; Guarino, R.; Iamonico, D.; Iberite, M.; Kleih, M.; Laface, V. L. A.; Latini, M.; Lazzeri, V.; Lozano, V. L.; Magrini, S.; Mainetti, A.; Marinangeli, F.; Martini, F.; Masiero, F.; Massimi, M.; Mazzola, L.; Medagli, P.; Mugnai, M.; Musarella, C. M.; Nicolella, G.; Orsenigo, S.; Peccenini, S.; Pedullà, L.; Perrino, E. V.; Plutino, M.; Podda, L.; Poggio, L.; Posillipo, G.; Proietti, C.; Prosser, F.; Ranfa, A.; Rempicci, M.; Rivieccio, G.; Rodi, E. S.; Rosati, L.; Salerno, G.; Santangelo, A.; Scalari, F.; Selvaggi, A.; Spampinato, G.; Stinca, A.; Turcato, C.; Viciani, D.; Vidali, M.; Villani, M.; Vurro, M.; Wagensommer, R. P.; Wilhalm, T.; Citterio, S.
Link alla scheda completa:
Pubblicato in: