Data di Pubblicazione:
2010
Citazione:
Il Foro di Olbia / Pietra, Giovanna. - 37.3:(2010), pp. 1843-1863. (Intervento presentato al convegno L'Africa romana: i luoghi e le forme dei mestieri: atti del 18. Convegno di studio).
Abstract:
Risale ad Antonio Taramelli l’ipotesi che individuava la sede del foro di Olbia nell’area dell’ex edificio scolastico di corso Umberto I, dove nel 1911 si rinvennero i ritratti di Nerone e Traiano e i «resti di un edificio romano, forse uno dei templi del foro».L’attribuzione al foro dei resti rinvenuti si basava sulla presenza dei due ritratti imperiali e su un ragionamento urbanistico, che poneva l’area indagata poco lontano dall’incrocio delle due strade principali dell’abitato.L’equivoco di A. Taramelli, che attribuiva ad età romana la costruzione delle mura e l’impianto urbanistico ortogonale, risalenti invece alla fondazione cartaginese, non implica che il luogo non abbia conservato in età romana una sua centralità e che sia di per sé incongruo quale sede del foro, in posizione intermedia lungo il principale asse viario urbano (corrispondente a corso Umberto I) tra il porto e il santuario della divinità poliade Eracle-Melqart-Ercole, che, come meglio si vedrà più avanti, costituiscono i due poli di sviluppo di Olbia romana.Ciò che soprattutto induce a condividere le cautele già espresse da Dionigi Panedda è la lacunosità delle testimonianze archeologiche, del resto sottolineata dallo stesso A. Taramelli, la carenza di informazioni sulla loro consistenza e sulle loro caratteristiche, e l’incertezza sulle motivazioni che indussero ad attribuire a un tempio
le strutture rinvenute.Se anche tale attribuzione fosse corretta e sicura, i soli resti di un tempio, pur se “contestuali” al rinvenimento di due ritratti imperiali, non appaiono elementi sufficienti a ipotizzare una loro pertinenza al foro – nemmeno qualora vi si potesse riconoscere un luogo del culto imperiale, come è stato recentemente proposto, poiché i santuari dedicati agli imperatori non erano prerogativa del foro.Alla stessa cautela inducono le più recenti indagini nell’area, anch’esse purtroppo parziali, che non hanno apportato elementi decisivi.
le strutture rinvenute.Se anche tale attribuzione fosse corretta e sicura, i soli resti di un tempio, pur se “contestuali” al rinvenimento di due ritratti imperiali, non appaiono elementi sufficienti a ipotizzare una loro pertinenza al foro – nemmeno qualora vi si potesse riconoscere un luogo del culto imperiale, come è stato recentemente proposto, poiché i santuari dedicati agli imperatori non erano prerogativa del foro.Alla stessa cautela inducono le più recenti indagini nell’area, anch’esse purtroppo parziali, che non hanno apportato elementi decisivi.
Tipologia CRIS:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Età romana; foro; Olbia; Sardegna
Elenco autori:
Pietra, Giovanna
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