Data di Pubblicazione:
1998
Citazione:
Analisi del DNA da tessuti antichi: applicazioni e prospettive: [appendice D] / Francalacci, Paolo. - 4.3:(1998), pp. 148-158.
Abstract:
L'analisi del DNA estratto da resti umani antichi, resa possibile dai recenti sviluppi della biologia molecolare, può fornire dirette informazioni sulla struttura familiare,
sulla distribuzione dei sessi, su eventuali stati patologici a determinismo genetico, e per lo studio della successione evolutiva e del flusso genico con le popolazioni circostanti. Naturalmente questo tipo d'analisi presenta delle difficoltà superiori rispetto ad analoghe ricerche condotte su popolazioni moderne, essenzialmente dovute alla degradazione degli acidi nucleici attenuti da tessuti antichi, e la possibilità
di ottenere risultati attendibili e riproducibili dipende in ultima analisi dallo stato di conservazione del campione oggetto di studio.In questo studio sono stati analizzati resti umani appartenenti alla necropoli di Sedilo, provenienti dall'unità stratigrafica n. 22, associata al contesto della cultura del vaso campaniforme. Nonostante che i risultati dell'analisi sperimentale non siano positivi, si ritiene comunque utile fornire un quadro delle potenzialità di questo tipo di indagine, delle
modalità di campionamento e delle difficoltà sperimentali e teoriche dello studio genetico molecolare su reperti di interesse archeologico ed antropologico.
sulla distribuzione dei sessi, su eventuali stati patologici a determinismo genetico, e per lo studio della successione evolutiva e del flusso genico con le popolazioni circostanti. Naturalmente questo tipo d'analisi presenta delle difficoltà superiori rispetto ad analoghe ricerche condotte su popolazioni moderne, essenzialmente dovute alla degradazione degli acidi nucleici attenuti da tessuti antichi, e la possibilità
di ottenere risultati attendibili e riproducibili dipende in ultima analisi dallo stato di conservazione del campione oggetto di studio.In questo studio sono stati analizzati resti umani appartenenti alla necropoli di Sedilo, provenienti dall'unità stratigrafica n. 22, associata al contesto della cultura del vaso campaniforme. Nonostante che i risultati dell'analisi sperimentale non siano positivi, si ritiene comunque utile fornire un quadro delle potenzialità di questo tipo di indagine, delle
modalità di campionamento e delle difficoltà sperimentali e teoriche dello studio genetico molecolare su reperti di interesse archeologico ed antropologico.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Resti umani; DNA; tomba 3; Iloi; Sedilo; Sardegna
Elenco autori:
Francalacci, Paolo
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