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  1. Pubblicazioni

Mulheres que ficam e mulheres que migram: dinamicas duma relaçao complexa na ilha de Santo Antao (Cabo Verde)

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2007
Citazione:
Mulheres que ficam e mulheres que migram: dinamicas duma relaçao complexa na ilha de Santo Antao (Cabo Verde) / Giuffre', Martina. - (2007), pp. 193-215.
Abstract:
Negli ultimi anni si assiste ad un fenomeno sempre maggiore di femminilizzazione delle migrazioni indipendenti che ha assunto caratteristiche e significati diversi rispetto al modello tradizionale di migrazione maschile, spesso stravolgendo le relazioni di genere preesistenti. Il caso delle migranti capoverdiane dell’isola di Santo Antão è esemplare a questo proposito. L’isola di Santo Antão faceva parte di un modello tradizionale di migrazione, in cui gli uomini migravano e le donne restavano a casa occupandosi della famiglia e dell’economia domestica. Negli ultimi anni, tuttavia, le cose sono cambiate e a migrare oggi sono soprattutto le donne. Questo fenomeno ha provocato importanti cambiamenti all’interno della società capoverdiana, sia dal punto di vista economico, in quanto gran parte dell’economia informale e formale (rimesse, oggetti da rivendere al luogo d’origine, attività turistiche e commerciali aperte dalle migranti di ritorno) passa attraverso queste donne, sia da quello culturale-identitario, in quanto esso comporta la rinegoziazione dei rapporti di genere, delle relazioni tra donne che emigrano e donne che restano, dei modelli culturali ed economici preesistenti. Quando ritornano nel luogo d’origine queste donne più autonome e indipendenti, mettono in scena la loro nuova identità introducendo nuovi valori e proponendo nuovi modi di essere donna. Le donne che viaggiano, infatti, introducono “innovazione”. Portando o mandando a casa nuovi oggetti, introducendo nuove tecnologie, nuove mode, nuovi modelli di femminilità e nuove relazioni di genere, diventano le mediatrici culturali tra luogo d’origine e il mondo esterno da una parte e tra generazioni dall’altra. La mobilità conferisce dunque un prestigio, un potere economico e un potere di innovazione. In particolar modo vorrei porre l’accento sulle relazioni complesse ed ambigue che si instaurano tra donne migranti e donne che rimangono al luogo d’origine. Le emigranti, quando ritornano per le vacanze, mettono in scena un modo di essere donne particolarmente attraente per quelle che rimangono, agli occhi delle quali sembrano incarnare la realizzazione del loro modello femminile ideale. Nello stesso tempo le donne che rimangono vorrebbero essere come loro, ma, nell’impossibilità di realizzare tale desiderio, sviluppano sentimenti contrastanti verso chi è partito: gelosia, invidia, orgoglio, senso d’inferiorità. Specularmente le emigranti percepiscono da parte di chi rimane un atteggiamento ambiguo: si sentono trattate in modo diverso, a volte come delle estranee, ma nello stesso tempo caricate di obblighi ed aspettative, occupando così una posizione complessa di insider/outsider.
Questo saggio è parte di una ricerca di tre anni che ho svolto a Capo Verde, per il mio dottorato in Antropologia Culturale. Dal 2001 al 2003 ho vissuto permanentemente a Ponta do Sol, un piccolo paese di pescatori sulla punta più occidentale dell’isola di Santo Antão, focalizzando la mia indagine sui cambiamenti intercorsi nei modelli di femminilità e nelle relazioni di genere in tre generazioni di donne e sulla relazione di questi cambiamenti con i processi di globalizzazione. Attraverso l’analisi di alcune storie di vita e di interviste di tipo qualitativo cercherò di mettere in luce le complesse dinamiche tra donne che migrano e donne che restano al luogo d’origine e le loro relazioni materiali e simboliche.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Capo Verde; migrazioni femminili ; identità di genere; mobilità; luogo d'origine
Elenco autori:
Giuffre', Martina
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/138257
Titolo del libro:
Genero e Migraçao
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