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  1. Pubblicazioni

Schede sulla questione tragicomica dal Castelvetro al Pallavicino

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2002
Citazione:
Schede sulla questione tragicomica dal Castelvetro al Pallavicino / Sarnelli, Mauro. - (2002), pp. 281-309.
Abstract:
Qualsiasi ragionamento sulla questione tragicomica in Italia, fra Cinque e Seicento, ha senza dubbio come “testo principe” «Il Pastor Fido» del Guarini, un’opera che è al contempo la causa scatenante uno dei due più celebri dibattiti di fine secolo (l’altro è, naturalmente, quello relativo al poema tassiano), e l’effetto attorno a cui si coagulano tensioni, riflessioni e sperimentazioni vòlte a colmare il divario fra i generi teatrali «regolari», ereditati dalla Tradizione Classica e Classicistica, e le esigenze scenico–rappresentative della contemporaneità.
Ma la questione tragicomica non si esaurisce con la sia pur centrale polemica intorno al «Pastor Fido», e questa a sua volta si sviluppa su un terreno già sensibilizzato al riguardo, estendendosi anche ad àmbiti non direttamente coinvolti in essa, come rivela la gamma di reazioni che va dalla “neutra” presa d’atto di tale «genus mixtum», compiuta con il suo abituale razionalismo dal Castelvetro, al limitativo (seppure non del tutto aproblematico) ragionamento su di esso condotto dal Viperano; dall’impiego difensivo che ne fa Orazio Ariosto, alle soluzioni possibilistiche, o del tutto positive, avanzate non casualmente da alcuni dei maggiori esponenti della Compagnia di Gesù, quali i padri Delrio, Galluzzi, Donati e Pallavicino.
Le due tipologie di tragicommedia che vengono a delinearsi corrispondono, l’una, alla commistione della linea pastorale “alta”, tassiano–guariniana, l’altra alla rappresentabilità omnicomprensiva del «Gran Theatro del Mondo», ed entrambe daranno i loro frutti nella creazione delle nuove forme spettacolari europee.
Quando nei decenni centrali del Settecento il Quadrio distingue e raggruppa tali due tipologie all’interno dell’unica cornice — elastica e non rigidamente categoriale (come si addice ad organismi per natura complessi) — costituita dal macrogenere tragicomico, dimostra innanzi tutto la chiara ed oramai sedimentata consapevolezza della loro esistenza e delle loro caratteristiche, quindi il concreto e produttivo risultato di una stagione sperimentale, di cui sono necessariamente caduti gli “eccessi”, anche come naturale effetto del mutamento del clima storico–culturale, ma non i risultati ingegnosamente conseguiti.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Letteratura italiana, secc. 16.-18.; Tragicommedia, secc. 16.-18.; Classicismo
Elenco autori:
Sarnelli, Mauro
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/74958
Titolo del libro:
Studi di Italianistica per Maria Teresa Acquaro Graziosi
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