Una figura del dialogo interculturale nella Venezia primosecentesca: la «bella Hebrea» Sara Copio Sullam
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2012
Citazione:
Una figura del dialogo interculturale nella Venezia primosecentesca: la «bella Hebrea» Sara Copio Sullam / Sarnelli, Mauro. - (2012), pp. 213-259.
Abstract:
Il saggio si propone di ragionare sul significato che la figura di una scrittrice quale Sara Copio Sullam viene ad assumere in relazione a panorami sempre più ampî ed articolati: la Venezia del primo Seicento, il contemporaneo «milieu» letterario italiano, la misura e la qualità della sopravvivenza di essa nelle età successive, in cui si moltiplicano le voci e le opinioni, prima schierate nelle opposte fazioni dei detrattori e dei sostenitori, quindi ricomposte sotto la topica insegna della «femme savante».
Ripercorrendo le fasi ed i momenti della sua attività letteraria, la si trova innanzi tutto coltivare la poesia in lingua italiana, secondo l’esempio dell’altro fondamentale esponente del dialogo interculturale ed interreligioso nella Venezia del primo Seicento, il rabbino Leon Modena.
Seguendo la naturale attitudine ad un dialogo con l’altro da sé, in senso religioso, culturale, umano, Sara elegge quale destinatario privilegiato un letterato cattolico dalla poetica «moderato–barocca», il genovese Ansaldo Cebà, con cui intesse una corrispondenza che possiamo ricostruire soltanto a partire dalle «Lettere […] scritte a Sarra Copia», e da quelle rivolte dall’autore ad altri destinatarî (raccolte entrambe stampate nel 1623).
Coinvolta suo malgrado in una polemica teologica sull’immortalità dell’anima con l’ecclesiastico Baldassare Bonifacio; ed in un’altra moralistico–letteraria con il suo precettore Numidio Paluzzi e con il pittore Alessandro Berardelli, Sara risponde sul duplice piano trattatistico e poetico, smentendo le accuse rivoltele di non essere l’autrice dei proprî scritti, accuse che accompagnano anche la sua (s)fortuna critica.
Al saggio fa séguito un’Appendice riportante alcuni brani della «Risposta» del Bonifacio al «Manifesto» di Sara (opere ambedue edite nel 1621), annotati e commentati.
Ripercorrendo le fasi ed i momenti della sua attività letteraria, la si trova innanzi tutto coltivare la poesia in lingua italiana, secondo l’esempio dell’altro fondamentale esponente del dialogo interculturale ed interreligioso nella Venezia del primo Seicento, il rabbino Leon Modena.
Seguendo la naturale attitudine ad un dialogo con l’altro da sé, in senso religioso, culturale, umano, Sara elegge quale destinatario privilegiato un letterato cattolico dalla poetica «moderato–barocca», il genovese Ansaldo Cebà, con cui intesse una corrispondenza che possiamo ricostruire soltanto a partire dalle «Lettere […] scritte a Sarra Copia», e da quelle rivolte dall’autore ad altri destinatarî (raccolte entrambe stampate nel 1623).
Coinvolta suo malgrado in una polemica teologica sull’immortalità dell’anima con l’ecclesiastico Baldassare Bonifacio; ed in un’altra moralistico–letteraria con il suo precettore Numidio Paluzzi e con il pittore Alessandro Berardelli, Sara risponde sul duplice piano trattatistico e poetico, smentendo le accuse rivoltele di non essere l’autrice dei proprî scritti, accuse che accompagnano anche la sua (s)fortuna critica.
Al saggio fa séguito un’Appendice riportante alcuni brani della «Risposta» del Bonifacio al «Manifesto» di Sara (opere ambedue edite nel 1621), annotati e commentati.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Copio Sullam, Sara; Modena, Leone da; Cebà, Ansaldo; Letteratura italiana, secc. 16.-17.; Letteratura ebraico–italiana, secc. 16.-17.; Storia delle donne, secc. 16.-17.; Classicismo
Elenco autori:
Sarnelli, Mauro
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Titolo del libro:
Voci e figure di donne. Forme della rappresentazione del sé tra passato e presente