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  1. Pubblicazioni

Note sulla scrittura tragica e tragicomica barocca italiana

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2002
Citazione:
Note sulla scrittura tragica e tragicomica barocca italiana / Sarnelli, Mauro. - (2002), pp. 925-942.
Abstract:
Nel complesso panorama del teatro barocco, parlare di scrittura tragica e tragicomica può prestare il fianco a tre ordini di riserve: in primo luogo, tale ragionamento sembrerebbe fornire una immagine esclusivamente storico–letteraria del fenomeno in questione; in secondo luogo, potrebbe apparire arbitrario — e non in maniera infondata — ritagliare da una realtà teatrale per costituzione ibridata ed ibridante, una specificità, una sorta di «quidditas» che definisca la scrittura di tali generi; infine, non potrebbe essere illegittimo considerare l’aggettivo «barocca» una generica etichetta apposta sopra una realtà magmatica, le cui caratteristiche si radicano e procedono ben oltre i termini cronologici abitualmente assegnati ad essa.
Indagando la questione per rispondere a tali riserve, si può affermare, nel primo caso, che un’analisi della scrittura tragica e tragicomica barocca, in grado di rispettare la natura dei testi, deve rinunciare «a priori» ad ogni pretesa di esaustività, ad ogni tentazione di esaurire in sé stessa lo studio di tale tematica, aprendosi al contrario ad ogni altro punto di vista che risulti funzionale alla comprensione del fenomeno.
Nel secondo caso, occorre riconoscere come la proteiformità del genere tragico e tragicomico manieristico–barocco sia soltanto un aspetto (anche se di importanza rilevante) della più generale multiformità del Prisma Drammaturgico Regolare del Cinque–Seicento, al cui sviluppo contribuisce in maniera essenziale la Tradizione Classica e Classicistica, che fornisce agli autori tutto il materiale necessario per la ri–creazione ingegnosa di forme ed esperienze, mediante un reimpiego anamorfico di esse, in cui l’opera dell’«ingenium» giunge a dare vita ad una sorta di «teatro della memoria».
Nel terzo caso, non risulterà sufficiente dichiarare la natura puramente funzionale dell’aggettivo «barocco», come segnalatore/indicatore di un periodo al suo interno molto più sfaccettato, ma occorrerà entrare in maniera più particolareggiata nelle dinamiche storico–letterarie e storico–teatrali in questione, rendendo da ultimo necessario allargare la definizione fino a comprendere, con il termine «tardomanieristico», tutte le esperienze tragiche e tragicomiche successive al «Re Torrismondo» ed all’«Aminta» tassiani.
Tutti questi fattori testimoniano «ad abundantiam», qualora ve ne fosse necessità, la natura vitale e proiettiva, e non soltanto “archeologica” o seriale, della tragedia e tragicommedia italiana del periodo manieristico–barocco, il cui studio accurato ed individualizzante non può che dare luogo ad una mappa di tale vasto territorio molto più differenziata e ricca di tensioni di quanto, sotto un involucro apparentemente immodificato ed immodificabile, a tutta prima possa risultare.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Tragedia, secc. 16.-17.; Tragicommedia, secc. 16.-17.; Letteratura italiana, secc. 16.-17.; Classicismo
Elenco autori:
Sarnelli, Mauro
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/72996
Titolo del libro:
I Capricci di Proteo. Percorsi e linguaggi del Barocco
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