Approccio partecipativo per lo sviluppo integrato e la gestione delle zone marginali in Nord Africa: progetto dimostrativo di lotta alla desertificazione in Marocco e Tunisia
Conference Paper
Publication Date:
2010
Short description:
Approccio partecipativo per lo sviluppo integrato e la
gestione delle zone marginali in Nord Africa:
progetto dimostrativo di lotta alla desertificazione in
Marocco e Tunisia / Bellavite, Davide; Lubino, Marcello; Belkheiri, Oumelkheir; Enne, Giuseppe; Mulas, Maurizio. - (2010), pp. 67-68. (Intervento presentato al convegno 39. Convegno della Società italiana di agronomia: atti).
abstract:
Nelle zone aride e semiaride, l’agricoltura e la pastorizia rappresentano fondamentali risorse per la
sussistenza delle popolazioni locali. Nonostante la loro importanza strategica, in queste aree, le
produzioni risultano sovente limitate e irregolari, manifestando un grosso limite allo sviluppo delle
attività agropastorali. Gli ecosistemi dei territori interessati si presentano spesso fragili, a causa
dell’azione combinata di fattori climatici e delle attività umane. L'aratura e la rimozione indiscriminata
della vegetazione, insieme all’irregolarità e all’insufficienza delle piogge sono spesso responsabili di
fenomeni di degrado dei suoli, distruzione su grande scala della copertura vegetale e desertificazione.
La crescente domanda di foraggio per gli allevamenti, di gran lunga superiore alla produttività dei
pascoli (Le Houerou, 1990; 2000), ha provocato un aumento della pressione sul pascolo e la messa in
coltura ad orzo di terre tradizionalmente adibite esclusivamente a pascolo, causando una accelerazione
dei fenomeni di degrado del suolo (Abu Zenat et al. 2004). Inoltre, si è evidenziato un impoverimento
qualitativo dei pascoli, dove le specie di alto valore foraggero sono spesso sostituite da piante meno
produttive, meno appetibili e meno nutrienti di quelle originali (Juneidi and Abu-Zanat, 1993). In
questo contesto, l’impianto di arbusti foraggeri garantisce la copertura vegetale del suolo, offrendo
protezione contro l’erosione e rappresenta una potenziale risorsa di foraggio e legna da ardere (Mulas e
Mulas, 2004). Le specieOpuntia ficus indica, particolarmente tollerante all’erosione idrica ed eolica
(Nefzaoui et al. 2000), eAtriplex nummularia, perfettamente adatta ai climi mediterranei aridi o
semiaridi (Hyder ed Akil, 1987), sono le più impiegate nelle regioni del Nord Africa e Medio Oriente.
In questo lavoro si riportano i risultati di un intervento di sviluppo integrato, basato sull’impianto di
Opuntia ficus indica e Atriplex sp.pl., nell’ambito del progetto europeo SMAP II “Demonstration
Project on Strategies to Combat Desertification in Arid Lands with Direct Involvement of Local
Agropastoral Communities in North Africa” coordinato da NRD-UNISS e realizzato in aree aride e
semiaride degradate di Marocco e Tunisia.
sussistenza delle popolazioni locali. Nonostante la loro importanza strategica, in queste aree, le
produzioni risultano sovente limitate e irregolari, manifestando un grosso limite allo sviluppo delle
attività agropastorali. Gli ecosistemi dei territori interessati si presentano spesso fragili, a causa
dell’azione combinata di fattori climatici e delle attività umane. L'aratura e la rimozione indiscriminata
della vegetazione, insieme all’irregolarità e all’insufficienza delle piogge sono spesso responsabili di
fenomeni di degrado dei suoli, distruzione su grande scala della copertura vegetale e desertificazione.
La crescente domanda di foraggio per gli allevamenti, di gran lunga superiore alla produttività dei
pascoli (Le Houerou, 1990; 2000), ha provocato un aumento della pressione sul pascolo e la messa in
coltura ad orzo di terre tradizionalmente adibite esclusivamente a pascolo, causando una accelerazione
dei fenomeni di degrado del suolo (Abu Zenat et al. 2004). Inoltre, si è evidenziato un impoverimento
qualitativo dei pascoli, dove le specie di alto valore foraggero sono spesso sostituite da piante meno
produttive, meno appetibili e meno nutrienti di quelle originali (Juneidi and Abu-Zanat, 1993). In
questo contesto, l’impianto di arbusti foraggeri garantisce la copertura vegetale del suolo, offrendo
protezione contro l’erosione e rappresenta una potenziale risorsa di foraggio e legna da ardere (Mulas e
Mulas, 2004). Le specieOpuntia ficus indica, particolarmente tollerante all’erosione idrica ed eolica
(Nefzaoui et al. 2000), eAtriplex nummularia, perfettamente adatta ai climi mediterranei aridi o
semiaridi (Hyder ed Akil, 1987), sono le più impiegate nelle regioni del Nord Africa e Medio Oriente.
In questo lavoro si riportano i risultati di un intervento di sviluppo integrato, basato sull’impianto di
Opuntia ficus indica e Atriplex sp.pl., nell’ambito del progetto europeo SMAP II “Demonstration
Project on Strategies to Combat Desertification in Arid Lands with Direct Involvement of Local
Agropastoral Communities in North Africa” coordinato da NRD-UNISS e realizzato in aree aride e
semiaride degradate di Marocco e Tunisia.
Iris type:
4.1 Contributo in Atti di convegno
Keywords:
Agricoltura; zone aride; Marocco; Tunisia
List of contributors: