Data di Pubblicazione:
2016
Citazione:
Cosima / Manca, Dino Gesuino. - 1:(2016), pp. 1-240.
Abstract:
Grazia Deledda morì a Roma il 15 agosto 1936. Dopo qualche settimana il primogenito
Sardus trovò in un cassetto della sua casa un autografo senza titolo e
senza la parola «fine». Si trattava di un elaborato inedito contenente memorie romanzate
della madre sul periodo nuorese, una sorta di schermata autobiografia
tradotta in finzione letteraria, il cui intreccio si dipanava sul filo di una narrazione
di sé fatta in terza persona. Il 16 settembre la «Nuova Antologia», dopo non trascurabili
interventi correttori, iniziò la pubblicazione a puntate del romanzo. Nel
maggio del 1937 – ulteriormente riveduta e corretta – l’opera uscì per i tipi della
Treves. Da quel momento il testo fissato conobbe vicende ed evoluzioni diverse.
La collana «Filologia della letteratura degli Italiani» ne propone per la prima volta
l’edizione critica. Il presente lavoro si caratterizza non solo per lo studio, la descrizione
del manoscritto e la ricostituzione del testo nella sua forma originaria,
ma – come da prassi e come in nessuna edizione precedente fino a oggi è accaduto
– anche per l’esplicitazione del percorso ecdotico che ha condotto il filologo
a tale restituzione. Questo contributo – pensato nell’ambito delle iniziative per la
celebrazione dell’ottantesimo anniversario della morte e del novantesimo del conferimento
del premio Nobel – fa parte di una più ampia e organica proposta editoriale
finalizzata alla prosecuzione dell’attività di allestimento di edizioni critiche
delle opere deleddiane iniziata nel 2005 con il Centro di Studi Filologici Sardi.
Sardus trovò in un cassetto della sua casa un autografo senza titolo e
senza la parola «fine». Si trattava di un elaborato inedito contenente memorie romanzate
della madre sul periodo nuorese, una sorta di schermata autobiografia
tradotta in finzione letteraria, il cui intreccio si dipanava sul filo di una narrazione
di sé fatta in terza persona. Il 16 settembre la «Nuova Antologia», dopo non trascurabili
interventi correttori, iniziò la pubblicazione a puntate del romanzo. Nel
maggio del 1937 – ulteriormente riveduta e corretta – l’opera uscì per i tipi della
Treves. Da quel momento il testo fissato conobbe vicende ed evoluzioni diverse.
La collana «Filologia della letteratura degli Italiani» ne propone per la prima volta
l’edizione critica. Il presente lavoro si caratterizza non solo per lo studio, la descrizione
del manoscritto e la ricostituzione del testo nella sua forma originaria,
ma – come da prassi e come in nessuna edizione precedente fino a oggi è accaduto
– anche per l’esplicitazione del percorso ecdotico che ha condotto il filologo
a tale restituzione. Questo contributo – pensato nell’ambito delle iniziative per la
celebrazione dell’ottantesimo anniversario della morte e del novantesimo del conferimento
del premio Nobel – fa parte di una più ampia e organica proposta editoriale
finalizzata alla prosecuzione dell’attività di allestimento di edizioni critiche
delle opere deleddiane iniziata nel 2005 con il Centro di Studi Filologici Sardi.
Tipologia CRIS:
3.5 Edizione critica
Keywords:
Grazia Deledda - edizione critica - romanzo postumo
Elenco autori:
Manca, Dino Gesuino
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