Data di Pubblicazione:
2007
Citazione:
Amalgam and his mercury / Lugliè, Pietrina Francesca; L., Schinocca; Lumbau, Aurea Maria Immacolata. - In: DENTAL CADMOS. - ISSN 0011-8524. - 2:(2007), pp. 15-30.
Abstract:
L’amalgama d’argento è un materiale da restauro che per un lungo periodo di tempo ha garantito buoni risultati nella prevenzione secondaria della carie. Il suo impiego sembra tuttavia destinato a scomparire dalla pratica clinica in quanto è stato criticato da numerosi lavori che hanno evidenziato come alcune condizioni potrebbero favorire la liberazione dalle otturazioni del mercurio contenuto in questo materiale con possibili danni alla salute.
Nella consapevolezza che si tratta di un materiale che necessita di particolare attenzione nel suo utilizzo e smaltimento, questo lavoro si pone l’obiettivo di cercare di stabilire fino a che punto il mercurio dell’amalgama possa raggiungere nell’organismo concentrazioni tali da essere considerato pericoloso e di conseguenza fino a che punto sia giustificata la messa al bando di questo materiale.
Non bisogna infatti dimenticare che esistono alcune situazioni cliniche in cui ancor oggi il suo impiego è insostituibile, come nei restauri diretti delle ricostruzioni complesse ed estese dei denti posteriori, soprattutto quando non è possibile ricorrere ad altri tipi di riabilitazioni dentali come per esempio nei pazienti non collaboranti che necessitano di sedute in narcosi.
Alla luce dei dati raccolti, che saranno esposti in dettaglio nel corso del Dossier, si può affermare che non sono mai stati documentati danni certi all’organismo umano correlabili al mercurio dei restauri effettuati con amalgama d’argento e che quindi non sembra esistere una reale pericolosità di questo materiale.
Nella consapevolezza che si tratta di un materiale che necessita di particolare attenzione nel suo utilizzo e smaltimento, questo lavoro si pone l’obiettivo di cercare di stabilire fino a che punto il mercurio dell’amalgama possa raggiungere nell’organismo concentrazioni tali da essere considerato pericoloso e di conseguenza fino a che punto sia giustificata la messa al bando di questo materiale.
Non bisogna infatti dimenticare che esistono alcune situazioni cliniche in cui ancor oggi il suo impiego è insostituibile, come nei restauri diretti delle ricostruzioni complesse ed estese dei denti posteriori, soprattutto quando non è possibile ricorrere ad altri tipi di riabilitazioni dentali come per esempio nei pazienti non collaboranti che necessitano di sedute in narcosi.
Alla luce dei dati raccolti, che saranno esposti in dettaglio nel corso del Dossier, si può affermare che non sono mai stati documentati danni certi all’organismo umano correlabili al mercurio dei restauri effettuati con amalgama d’argento e che quindi non sembra esistere una reale pericolosità di questo materiale.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Lugliè, Pietrina Francesca; L., Schinocca; Lumbau, Aurea Maria Immacolata
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