Data di Pubblicazione:
2007
Citazione:
Effetti del tessuto cariato
sull’interdiffusione di quattro self-etching systems / Milia, Egle Patrizia; Zedda, L; Serra, S; Castelli, G; Sacco, G.. - In: GIORNALE ITALIANO DI CONSERVATIVA. - ISSN 1724-2908. - Suppl Vol V - n1:(2007), pp. 84-84. (Intervento presentato al convegno XI Congresso Nazionale Società Italiana di Oddontoiatria Conservatrice tenutosi a Roma nel 15-17 Febbraio 2007).
Abstract:
Introduzione. Nella dentina cariata la porosità delle fibrille e la presenza
di cristalli endotubulari sono in grado di potenziare l’effetto acidico
dei self-etching facilitando lo stravaso di fluidi nell’interfaccia adesiva
con perdita di qualità del bonding (1). Bolle di acqua non rimossa
sono state osservate anche con l’utilizzo dei recenti one-step self ecthing
systems (2, 3).
Scopo del lavoro. L’osservazione morfologica al TEM delle caratteristiche
dell’interdiffusione in vivo di due sistemi self-etching two steps e
di due one-steps è stata oggetto di questo studio.
Materiali e metodi. Sono stati selezionati 20 premolari cariati e 5 non
cariati (gruppo di controllo) destinati all’avulsione per motivi ortodontici.
I campioni cariati sono stati divisi in 4 gruppi di 5 elementi ciascuno.
In vivo è stata rimossa la carie superficiale ed esposta la dentina profonda
affetta attraverso criteri di obiettività clinica e di tingibilità con il
Caries Detector Solution (Kuraray Co., Ltd., Osaka, Japan) (Yoshiama et
al 2003).
I campioni sono stati trattati con i seguenti sistemi self etching:
- Gruppo A: Clearfil SE Bond (Kuraray, Osaka, Japan);
- Gruppo B: Clearfil S3 Bond (Kuraray, Osaka, Japan);
- Gruppo C: Tyrian SPE-OneStep Plus (Bisco Inc., Scamburg, Il, USA)
- Gruppo D: Xeno™ III (Dentsply, Konstanz, Germany);
- Gruppo E (controllo): Clearfil SE Bond (Kuraray, Osaka, Japan).
Alla ricostruzione completata con resina flow, fotopolimerizzata con
tecnica incrementale, è seguita l’avulsione e l’allestimento per l’osservazione
al TEM (4).
Risultati. Gruppo A: Clearfil SE Bond - Nello strato più superficiale appare
un margine irregolare di smear layer parzialmente dissolto ed ibridizzato
dai monomeri che si prolungano nella zona intermedia infiltrando
gli ampi spazi delle fibrille affette. Frammenti di idrossiapatite
plat like e niddle shape sono rivestiti di resina (Fig. 1)
Gruppo B: Clearfil S3 Bond (Tri-S Bond) - Fibrille caratteristicamente stirate
verso lo strato adesivo popolato da cluster di riempitivo caratterizzano
il top dell’interdiffusione privo di smear layer dissolto dai monomeri
acidici. È stato rilevato un incremento del contenuto acquoso nelle
aree peritubulari evidenziato da una banda basale di hybrid layer ad
elevata tangibilità (Fig. 2).
Gruppo C: Tyrian SPE-One Step Plus - L’hybrid layer è costituito da fibrille
stirate con estremità denaturate ed importante porosità interfibrillare
residua. Numerosa la presenza di cristalli in forma niddle shape ecomplessi calcio-fosfato riprecipitati sul fronte dentinale. Dalla dentina
peritubulare si osserva passaggio di fluidi in forma di piccole bolle
d’acqua.
Gruppo D: Dentsply Xeno™ III - L’interdiffusione è caratterizzata da forte
calcio-deplezione con quadro simile a quello prodotto dai multi-steps.
Le fibrille più superficiali appaiono denaturate con ampi spazi interfibrillari
che mostrano la caratteristica tingibilità delle componenti
fosforiche. Lo smear layer appare completamente dissolto (Fig. 3).
Gruppo E (controllo): Clearfil SE Bond - Sulla dentina inalterata si costituisce
un hybrid layer che appare come banda densa ed omogenea per
componenti morfologiche. Lo smear layer appare quasi completamente
dissolto. I tubuli dell’interfaccia mostrano resin plugs ed ibridizzazione
della parete.
Conclusioni. La dentina cariata si dimostra estremamente suscettibile
all’acidità dei monomeri favorendo la facile denaturazione del collagene
ed importanti ripercussioni a carico della parete dei tubuli. I monomeri
acidici, non tamponati dai cristalli acido-resistenti, colpiscono la
debole parete tubulare favorendo lo stravaso di fluidi nelle aree intertubulari
con istabilità del
di cristalli endotubulari sono in grado di potenziare l’effetto acidico
dei self-etching facilitando lo stravaso di fluidi nell’interfaccia adesiva
con perdita di qualità del bonding (1). Bolle di acqua non rimossa
sono state osservate anche con l’utilizzo dei recenti one-step self ecthing
systems (2, 3).
Scopo del lavoro. L’osservazione morfologica al TEM delle caratteristiche
dell’interdiffusione in vivo di due sistemi self-etching two steps e
di due one-steps è stata oggetto di questo studio.
Materiali e metodi. Sono stati selezionati 20 premolari cariati e 5 non
cariati (gruppo di controllo) destinati all’avulsione per motivi ortodontici.
I campioni cariati sono stati divisi in 4 gruppi di 5 elementi ciascuno.
In vivo è stata rimossa la carie superficiale ed esposta la dentina profonda
affetta attraverso criteri di obiettività clinica e di tingibilità con il
Caries Detector Solution (Kuraray Co., Ltd., Osaka, Japan) (Yoshiama et
al 2003).
I campioni sono stati trattati con i seguenti sistemi self etching:
- Gruppo A: Clearfil SE Bond (Kuraray, Osaka, Japan);
- Gruppo B: Clearfil S3 Bond (Kuraray, Osaka, Japan);
- Gruppo C: Tyrian SPE-OneStep Plus (Bisco Inc., Scamburg, Il, USA)
- Gruppo D: Xeno™ III (Dentsply, Konstanz, Germany);
- Gruppo E (controllo): Clearfil SE Bond (Kuraray, Osaka, Japan).
Alla ricostruzione completata con resina flow, fotopolimerizzata con
tecnica incrementale, è seguita l’avulsione e l’allestimento per l’osservazione
al TEM (4).
Risultati. Gruppo A: Clearfil SE Bond - Nello strato più superficiale appare
un margine irregolare di smear layer parzialmente dissolto ed ibridizzato
dai monomeri che si prolungano nella zona intermedia infiltrando
gli ampi spazi delle fibrille affette. Frammenti di idrossiapatite
plat like e niddle shape sono rivestiti di resina (Fig. 1)
Gruppo B: Clearfil S3 Bond (Tri-S Bond) - Fibrille caratteristicamente stirate
verso lo strato adesivo popolato da cluster di riempitivo caratterizzano
il top dell’interdiffusione privo di smear layer dissolto dai monomeri
acidici. È stato rilevato un incremento del contenuto acquoso nelle
aree peritubulari evidenziato da una banda basale di hybrid layer ad
elevata tangibilità (Fig. 2).
Gruppo C: Tyrian SPE-One Step Plus - L’hybrid layer è costituito da fibrille
stirate con estremità denaturate ed importante porosità interfibrillare
residua. Numerosa la presenza di cristalli in forma niddle shape ecomplessi calcio-fosfato riprecipitati sul fronte dentinale. Dalla dentina
peritubulare si osserva passaggio di fluidi in forma di piccole bolle
d’acqua.
Gruppo D: Dentsply Xeno™ III - L’interdiffusione è caratterizzata da forte
calcio-deplezione con quadro simile a quello prodotto dai multi-steps.
Le fibrille più superficiali appaiono denaturate con ampi spazi interfibrillari
che mostrano la caratteristica tingibilità delle componenti
fosforiche. Lo smear layer appare completamente dissolto (Fig. 3).
Gruppo E (controllo): Clearfil SE Bond - Sulla dentina inalterata si costituisce
un hybrid layer che appare come banda densa ed omogenea per
componenti morfologiche. Lo smear layer appare quasi completamente
dissolto. I tubuli dell’interfaccia mostrano resin plugs ed ibridizzazione
della parete.
Conclusioni. La dentina cariata si dimostra estremamente suscettibile
all’acidità dei monomeri favorendo la facile denaturazione del collagene
ed importanti ripercussioni a carico della parete dei tubuli. I monomeri
acidici, non tamponati dai cristalli acido-resistenti, colpiscono la
debole parete tubulare favorendo lo stravaso di fluidi nelle aree intertubulari
con istabilità del
Tipologia CRIS:
4.3 Poster
Keywords:
Self etching systems, One step self etching systems, Hybrid layer, dentine bonding, caries affected dentine
Elenco autori:
Milia, Egle Patrizia; Zedda, L; Serra, S; Castelli, G; Sacco, G.
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Giornale Italiano di Odontoiatria Conservatrice
Pubblicato in: