Data di Pubblicazione:
2014
Citazione:
Ripensare il paternalismo in epoca neoliberale / Sau, Raffaella; Cuono, M.. - In: MERIDIANA. - ISSN 0394-4115. - 79:(2014), pp. 29-46.
Abstract:
Democrazia e liberalismo appaiono oggi riferimenti ineludibili di ogni discorso politico. Nessun governo europeo, ma a ben vedere lo stesso vale per tutti gli stati riconosciuti come «pienamente legittimi» dalla comunità internazionale, potrebbe ormai definirsi contrario ai valori di libertà e di autonomia individuale attraverso i quali ogni teoria della liberal-democrazia definisce tale forma di governo. Per quanto il rapporto fra libertà e autonomia sia tutt’altro che pacifico dal punto di vista teorico e nonostante democrazia e liberalismo siano state per lungo tempo ideologie rivali, esse fanno tradizionalmente fronte comune contro ogni tipo di autoritarismo. Il democratico e il liberale concordano sul presupposto ideale secondo il quale l’individuo è il miglior giudice delle proprie scelte, tanto nell’arena pubblica in cui è uguale a tutti gli altri cittadini nel diritto di influenzare le decisioni esercitando il proprio diritto di voto, tanto nella sfera privata in cui pretende che lo stato rispetti e faccia rispettare i diritti di libertà dei singoli. A fronte di tali considerazioni, appare quanto mai curioso che, nonostante il consenso pressoché unanime attorno alla forma di governo «liberal-democratica», si torni oggi a parlare diffusamente di paternalismo. L’accostamento qui proposto di due nozioni apparentemente ossimoriche come paternalismo e neoliberalismo – espressione usata sempre più di frequente per marcare alternativamente la continuità e la discontinuità del pensiero egemonico contemporaneo con il liberalismo classico – nasce proprio dalla necessità di ripensare alcune caratteristiche di quelle che si è soliti definire «democrazie liberali». Da un lato, i capisaldi della teoria democratica appaiono oggi vieppiù sfidati da nuove forme di leaderismo carismatico e di depoliticizzazione tecnocratica. Ne sono lampanti esempi, da un lato la tendenziale trasformazione dei processi elettorali in riti plebiscitari e dall’altro il ricorso a governi tecnici come rassicurante panacea per la crisi economica. Dall’altro, il principio liberale proposto da John Stuart Mill del «danno a terzi» come limite dell’intrusione dello stato nella sfera privata appare superato dalla sempre maggiore invasione dei poteri pubblici nelle scelte dei singoli, in nome di complessi calcoli circa l’utilità sociale. Come è stato notato: «dappertutto si fanno inni al libero mercato, e dappertutto gli Stati intervengono sempre più invasivamente nella vita privata. Dov’è il limite al diritto di intervento dello Stato sulle nostre abitudini? Un giorno non lontano la Nutella sarà classificata come droga e il jogging sarà obbligatorio. E tutto grazie a dati inoppugnabili». L’esigenza di tornare a ragionare di una categoria apparentemente desueta come quella di «paternalismo» nasce quindi, dalla costatazione che la benevolenza verso i cittadini è un argomento di legittimazione del potere tutt’altro che superato dalla politica democratica e liberale.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
PATERNALISMO; DEMOCRAZIA; DEPOLITICIZZAZIONE
Elenco autori:
Sau, Raffaella; Cuono, M.
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