Data di Pubblicazione:
2017
Citazione:
Il Museo storico-scientifico dell’Università di Sassari (MUNISS) / Bagella, S., Mattone, A.. - In: ANNALI DI STORIA DELLE UNIVERSITÀ ITALIANE. - ISSN 2724-5527. - 21:1(2017), pp. 185-194.
Abstract:
A partire dagli anni ’90 del Novecento si rafforzava
nelle università italiane l’azione di
riconoscimento dei beni culturali a carattere
storico-scientifico, in accordo con un diffuso
orientamento concretizzato nelle norme
sulla diffusione della cultura scientifica. La
CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università
Italiane) varava il Progetto musei, con
la finalità di sistematizzare le conoscenze sul
patrimonio degli atenei aderenti e coordinare
le attività di acquisizione e divulgazione dei
dati. L’obiettivo finale del Progetto Musei era sandro Maida nominò nel 1998 una Commissione
per la costituzione del Museo della scienza
e della tecnica dell’Università «considerato
l’ingente patrimonio di beni culturali a carattere
storico-scientifico presenti nell’Ateneo
– si legge nel provvedimento –, testimonianza
concreta della storia e del progresso scientifico
dell’istituzione a partire dalla sua fondazione
fino ai nostri giorni». La Commissione doveva
curare l’indagine conoscitiva sul patrimonio in
vista di una successiva raccolta e istituzione di
un museo: l’idea era quella di ricostruire una
parte della storia dell’Università di Sassari e
del suo progresso scientifico e tecnologico percepibile
attraverso gli oggetti conservati nelle
varie strutture (laboratori, istituti, dipartimenti).
Lo screening dei beni culturali dell’univer
la costituzione di una rete nazionale di sistemi
museali universitari. Lo sviluppo e il controllo
degli standard catalografici vennero affidati
all’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione). A Sassari il rettore Alessandro Maida nominò nel 1998 una Commissione
per la costituzione del Museo della scienza
e della tecnica dell’Università «considerato
l’ingente patrimonio di beni culturali a carattere
storico-scientifico presenti nell’Ateneo
– si legge nel provvedimento –, testimonianza
concreta della storia e del progresso scientifico
dell’istituzione a partire dalla sua fondazione
fino ai nostri giorni». La Commissione doveva
curare l’indagine conoscitiva sul patrimonio in
vista di una successiva raccolta e istituzione di
un museo: l’idea era quella di ricostruire una
parte della storia dell’Università di Sassari e
del suo progresso scientifico e tecnologico percepibile
attraverso gli oggetti conservati nelle
varie strutture (laboratori, istituti, dipartimenti).
Lo screening dei beni culturali dell’univerL’anniversario dei 450 anni
ha prodotto altri contributi sull’origine dello
Studio, sulle relazioni dei rettori alle inaugurazioni
degli anni accademici (1882-2015) e
sulle Collezioni di Fisica e di Zoologia6. Il Museo
scientifico dell’Università di Sassari viene
istituito nel 2010 e allestito e inaugurato nel
2016 – durante il rettorato di Massimo Carpinelli
– presso il Polo naturalistico dell’ateneo.
In quell’occasione viene pubblicato un catalogo
che illustra il patrimonio scientifico e il
contenuto delle varie collezioni7.
Si annoverano tra i beni dell’ateneo le Collezioni
di Agronomia, Anatomia, Botanica,
Botanica Farmaceutica, Chimica e Farmacia,
Entomologia, Fisica, Zoologia, Mineralogia e
Veterinaria. Le raccolte si sono formate – a
partire dai primi decenni dell’Ottocento – perstratificazione di acquisizioni successive e per
accantonamento di strumentazioni non più in
uso, oppure, fin dall’origine, con l’intento di
costituire delle serie didattiche o addirittura
un «Museo» (per esempio il Museo mineralogico
e quello zoologico, allestiti nell’Ottocento).
In altri casi si deve all’interesse di qualche
illuminato direttore l’aver creato i primi
nuclei, organizzato le raccolte o «salvato»
materiali a rischio di dispers
nelle università italiane l’azione di
riconoscimento dei beni culturali a carattere
storico-scientifico, in accordo con un diffuso
orientamento concretizzato nelle norme
sulla diffusione della cultura scientifica. La
CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università
Italiane) varava il Progetto musei, con
la finalità di sistematizzare le conoscenze sul
patrimonio degli atenei aderenti e coordinare
le attività di acquisizione e divulgazione dei
dati. L’obiettivo finale del Progetto Musei era sandro Maida nominò nel 1998 una Commissione
per la costituzione del Museo della scienza
e della tecnica dell’Università «considerato
l’ingente patrimonio di beni culturali a carattere
storico-scientifico presenti nell’Ateneo
– si legge nel provvedimento –, testimonianza
concreta della storia e del progresso scientifico
dell’istituzione a partire dalla sua fondazione
fino ai nostri giorni». La Commissione doveva
curare l’indagine conoscitiva sul patrimonio in
vista di una successiva raccolta e istituzione di
un museo: l’idea era quella di ricostruire una
parte della storia dell’Università di Sassari e
del suo progresso scientifico e tecnologico percepibile
attraverso gli oggetti conservati nelle
varie strutture (laboratori, istituti, dipartimenti).
Lo screening dei beni culturali dell’univer
la costituzione di una rete nazionale di sistemi
museali universitari. Lo sviluppo e il controllo
degli standard catalografici vennero affidati
all’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la
Documentazione). A Sassari il rettore Alessandro Maida nominò nel 1998 una Commissione
per la costituzione del Museo della scienza
e della tecnica dell’Università «considerato
l’ingente patrimonio di beni culturali a carattere
storico-scientifico presenti nell’Ateneo
– si legge nel provvedimento –, testimonianza
concreta della storia e del progresso scientifico
dell’istituzione a partire dalla sua fondazione
fino ai nostri giorni». La Commissione doveva
curare l’indagine conoscitiva sul patrimonio in
vista di una successiva raccolta e istituzione di
un museo: l’idea era quella di ricostruire una
parte della storia dell’Università di Sassari e
del suo progresso scientifico e tecnologico percepibile
attraverso gli oggetti conservati nelle
varie strutture (laboratori, istituti, dipartimenti).
Lo screening dei beni culturali dell’univerL’anniversario dei 450 anni
ha prodotto altri contributi sull’origine dello
Studio, sulle relazioni dei rettori alle inaugurazioni
degli anni accademici (1882-2015) e
sulle Collezioni di Fisica e di Zoologia6. Il Museo
scientifico dell’Università di Sassari viene
istituito nel 2010 e allestito e inaugurato nel
2016 – durante il rettorato di Massimo Carpinelli
– presso il Polo naturalistico dell’ateneo.
In quell’occasione viene pubblicato un catalogo
che illustra il patrimonio scientifico e il
contenuto delle varie collezioni7.
Si annoverano tra i beni dell’ateneo le Collezioni
di Agronomia, Anatomia, Botanica,
Botanica Farmaceutica, Chimica e Farmacia,
Entomologia, Fisica, Zoologia, Mineralogia e
Veterinaria. Le raccolte si sono formate – a
partire dai primi decenni dell’Ottocento – perstratificazione di acquisizioni successive e per
accantonamento di strumentazioni non più in
uso, oppure, fin dall’origine, con l’intento di
costituire delle serie didattiche o addirittura
un «Museo» (per esempio il Museo mineralogico
e quello zoologico, allestiti nell’Ottocento).
In altri casi si deve all’interesse di qualche
illuminato direttore l’aver creato i primi
nuclei, organizzato le raccolte o «salvato»
materiali a rischio di dispers
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Muniss museo scientifico dell'Università di Sassari, collezioni storico scientifiche, storia dell'Università di Sassari
Elenco autori:
Bagella, Stefania; Mattone, Antonello
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