La qualificazione del silenzio nella truffa (nota a Cassazione penale, sez. II, 16 novembre 2023 (ud. 3 ottobre 2023), n. 46209)
Articolo
Data di Pubblicazione:
2024
Citazione:
La qualificazione del silenzio nella truffa (nota a Cassazione penale, sez. II, 16 novembre 2023 (ud. 3 ottobre 2023), n. 46209) / Demuro, Giampaolo. - In: DIRITTO PENALE E PROCESSO. - ISSN 1591-5611. - 4(2024), pp. 489-497.
Abstract:
La rilevanza del silenzio nella truffa è questione da sempre controversa perché coinvolge la stessa tipicità e la dimensione applicativa. Oggi con la varietà delle forme di comunicazione la condotta nella truffa va intesa come espressione strategica, non formalizzabile necessariamente in un obbligo giuridico, ma da valorizzare nel contesto nel quale si pone. Rappresenta dunque questione di fatto, e solo talora normativa, attribuire significato alle condotte omissive, che spesso si realizzano all'interno di un rapporto tra soggetti per cui possono ben assumere un contenuto implicito, comprensibile solo nella peculiarità (e reciprocità) del loro rapporto. Il silenzio qualificato (“espressivo” secondo la sentenza) è però, in quanto condotta ingannevole, solo il primo anello della catena causale della truffa, la cui tipicità andrà salvaguardata con un attento riscontro di tutti i collegamenti interni alla fattispecie.
Tipologia CRIS:
1.4 Nota a sentenza
Keywords:
diritto penale, truffa, silenzio, artifizi e raggiri
Elenco autori:
Demuro, Giampaolo
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