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  1. Pubblicazioni

Le principali avversità del nocciolo in Sardegna

Articolo
Data di Pubblicazione:
2006
Citazione:
Le principali avversità del nocciolo in Sardegna / Fiori, Mario; Loru, L; Marras, P. M.; Virdis, S.. - In: PETRIA. - ISSN 1120-7698. - 16:(2006), pp. 71-88.
Abstract:
In Sardegna il nocciolo è coltivato prevalentemente nell'areale della Barbagia di Belvì (Nu). Oltre alle varietà locali chiamate genericamente “nocciole sarde”, vengono coltivate anche cultivar importate come la Tonda Gentile Romana, la Tonda Gentile delle Langhe e la Trebisonda. Oggi molti noccioleti versano in uno stato di abbandono e in quelli produttivi gli interventi agronomici sono occasionali. Due anni di ricerca e di monitoraggio specifico dei principali insetti fitofagi hanno evidenziato una situazione piuttosto favorevole. Uno degli aspetti più interessanti è l'assenza del coleottero curculionide Curculio nucum (L.) considerato il fitofago chiave nel noccioleto in Europa e in Asia. Particolarmente evidente è il danno sui rametti apicali causato dalle larve del coleottero cerambicide Oberea linearis (L.). Fra gli spermofagi è stata rilevata la presenza di emitteri eterotteri agenti del cosiddetto “cimiciato”. Si segnala inoltre la presenza dell'acaro delle gemme Phytoptus avellanae Nal.
Fra le malattie batteriche è stata accertata la presenza di Pseudomonas syringae pv. syringae associato ad un parziale avvizzimento dei rametti e delle branche e di P. s. pv. coryli, agente dell'avvizzimento rameale, mentre il rinvenimento di Xanthomonas arboricola pv. corylicola è stato occasionale. Fra quelle fungine sono presenti il “mal dello stacco” causato da Cytospora corylicola, il “mal bianco” da Phyllactinia guttata e l'“antracnosi” da Gloeosporium coryli. I maggiori danni sono causati dalle due pathovar di Pseudomonas syringae e dalla Cytospora corylicola. Le cultivar Tonda Gentile delle Langhe e Tonda Gentile Romana sono risultate più suscettibili alle malattie batteriche mentre il “mal dello stacco” era particolarmente dannoso sulle varietà locali. Di queste malattie si riportano aspetti sintomatici e fenotipici e alcune considerazioni sui fattori predisponenti. Da questa prima indagine emerge una situazione sanitaria piuttosto confortante resa precaria dal fatto che, generalmente, non vengono adottate misure atte a prevenire la diffusione delle malattie presenti e l'introduzione di altri patogeni con il materiale di propagazione.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Oberea linearis, Pseu -
Elenco autori:
Fiori, Mario; Loru, L; Marras, P. M.; Virdis, S.
Link alla scheda completa:
https://iris.uniss.it/handle/11388/78338
Pubblicato in:
PETRIA
Journal
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