The effect of the viscosity of luting composite on micro leakage around glass ceramic inserts
Articolo
Data di Pubblicazione:
2006
Citazione:
The effect of the viscosity of luting composite on micro leakage around glass ceramic inserts / Ivanovic, V.; Santini, A.; Milia, Egle Patrizia. - In: GIORNALE ITALIANO DI CONSERVATIVA. - ISSN 1724-2908. - 4:1(2006), pp. 33-39.
Abstract:
Scopo: Scopo di questo studio è la valutazione
del processo di microinfiltrazione
marginale in restauri di V classe eseguiti
con l’utilizzo di inserti in vetro ceramica
cementati con resine composite fotopolimerizzabili
ad alta viscosità e di tipo flow.
Materiali e metodi: Sessanta premolari
umani, estratti da giovani pazienti
(range d’età 11-16 anni), venivano assegnati
a random in quattro gruppi di
studio. Su tutti gli elementi venivano
preparate cavità di V classe che in due
gruppi erano restaurate con inserti in
vetro ceramica (Lee Pharmaceuticals,
South El Monte, USA), fotopolimerizzati
in un gruppo con l’ausilio di una
resina composita ad alta viscosità (Tetric
Cream, Ivoclar Vivadent, Liechtenstein)
e nell’altro con una di tipo
“flow” (Tetric Flow, Ivoclar Vivadent,
Liechtenstein). Negli altri due gruppi,
che servivano come controllo, i restauri
venivano eseguiti rispettivamente
con addizioni incrementali delle due
stesse resine, Tetric Ceram o Tetric
Flow. In tutti i quattro gruppi è stato
utilizzato lo stesso sistema d’adesione
(Excite, Ivoclar Vivadent, Liechtenstein)
e la cavità standardizzata come
segue: con l’ausilio di una fresa a fessura
al carburo di tungsteno n° 330, montata
su turbina ad alta velocità sotto
spray costante di acqua refrigerata, si
conferiva un diametro mesio-distale di
3 mm di larghezza ed uno occluso-gengivale
di 3 mm di altezza e di 2 mm di
profondità; la preparazione è stata rifinita
con una fresa diamantata apposita margini
cavitari preparati a 90°. Attraverso
una selezione a random, 5 denti di ogni
gruppo venivano termociclati a 500 cicli
ed altri 5 a 5000 cicli in bagno d’acqua
riscaldata a 5°C e 55°C; i rimanenti
5 non subivano termociclo e servivano
come ulteriore controllo. I campioni
venivano quindi preparati ed esaminati
per la microinfiltrazione usando
come marker fucsina basica.
Risultati: nei gruppi restaurati con Inserto
più Tetric Ceram, Inserto più Tetric
Flow, Tetric Ceram con addizioni
incrementali, a zero, 500 e 5000 cicli,
non si osservava alcuna differenza statisticamente
significativa del grado di
microinfiltrazione (p>0.05 in tutti i casi)
sia a livello del margine occlusale
che gengivale. Di contro, nel gruppo
Inserto più Tetric Flow è stata osservata
una significativa differenza dopo 5000
cicli, sia a livello del margine occlusale
(p = 0.0445) che gengivale (p = 0.0500)
quando comparata al controllo a zero
cicli.
Significato clinico: nelle preparazioni di
V classe, di dimensioni uguali a quelle
standardizzate nel presente studio, si osserva
una riduzione del processo di microinfiltrazione
marginale del restauro
eseguito con inserti in vetro ceramica
quando un composito flow è usato come
cemento fotopolimerizzante. Il processo
di microinfiltrazione può quindi essere
significativamente ridotto in entrambi i
margini, occlusale e gengivale, quando
l’inserto è utilizzato in associazione ad
una resina composita flow.
La microinfiltrazione invece non dimostra
variazioni significativamente rilevanti
quando il restauro con inserto è
eseguito in associazione all’utilizzo di
un composito viscoso come agente cementante
comparato a quello eseguito
con il solo composito viscoso.
del processo di microinfiltrazione
marginale in restauri di V classe eseguiti
con l’utilizzo di inserti in vetro ceramica
cementati con resine composite fotopolimerizzabili
ad alta viscosità e di tipo flow.
Materiali e metodi: Sessanta premolari
umani, estratti da giovani pazienti
(range d’età 11-16 anni), venivano assegnati
a random in quattro gruppi di
studio. Su tutti gli elementi venivano
preparate cavità di V classe che in due
gruppi erano restaurate con inserti in
vetro ceramica (Lee Pharmaceuticals,
South El Monte, USA), fotopolimerizzati
in un gruppo con l’ausilio di una
resina composita ad alta viscosità (Tetric
Cream, Ivoclar Vivadent, Liechtenstein)
e nell’altro con una di tipo
“flow” (Tetric Flow, Ivoclar Vivadent,
Liechtenstein). Negli altri due gruppi,
che servivano come controllo, i restauri
venivano eseguiti rispettivamente
con addizioni incrementali delle due
stesse resine, Tetric Ceram o Tetric
Flow. In tutti i quattro gruppi è stato
utilizzato lo stesso sistema d’adesione
(Excite, Ivoclar Vivadent, Liechtenstein)
e la cavità standardizzata come
segue: con l’ausilio di una fresa a fessura
al carburo di tungsteno n° 330, montata
su turbina ad alta velocità sotto
spray costante di acqua refrigerata, si
conferiva un diametro mesio-distale di
3 mm di larghezza ed uno occluso-gengivale
di 3 mm di altezza e di 2 mm di
profondità; la preparazione è stata rifinita
con una fresa diamantata apposita margini
cavitari preparati a 90°. Attraverso
una selezione a random, 5 denti di ogni
gruppo venivano termociclati a 500 cicli
ed altri 5 a 5000 cicli in bagno d’acqua
riscaldata a 5°C e 55°C; i rimanenti
5 non subivano termociclo e servivano
come ulteriore controllo. I campioni
venivano quindi preparati ed esaminati
per la microinfiltrazione usando
come marker fucsina basica.
Risultati: nei gruppi restaurati con Inserto
più Tetric Ceram, Inserto più Tetric
Flow, Tetric Ceram con addizioni
incrementali, a zero, 500 e 5000 cicli,
non si osservava alcuna differenza statisticamente
significativa del grado di
microinfiltrazione (p>0.05 in tutti i casi)
sia a livello del margine occlusale
che gengivale. Di contro, nel gruppo
Inserto più Tetric Flow è stata osservata
una significativa differenza dopo 5000
cicli, sia a livello del margine occlusale
(p = 0.0445) che gengivale (p = 0.0500)
quando comparata al controllo a zero
cicli.
Significato clinico: nelle preparazioni di
V classe, di dimensioni uguali a quelle
standardizzate nel presente studio, si osserva
una riduzione del processo di microinfiltrazione
marginale del restauro
eseguito con inserti in vetro ceramica
quando un composito flow è usato come
cemento fotopolimerizzante. Il processo
di microinfiltrazione può quindi essere
significativamente ridotto in entrambi i
margini, occlusale e gengivale, quando
l’inserto è utilizzato in associazione ad
una resina composita flow.
La microinfiltrazione invece non dimostra
variazioni significativamente rilevanti
quando il restauro con inserto è
eseguito in associazione all’utilizzo di
un composito viscoso come agente cementante
comparato a quello eseguito
con il solo composito viscoso.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Glass ceramic inserts, microleakage,; Inserti in vetro ceramica, microinfiltrazione,
Elenco autori:
Ivanovic, V.; Santini, A.; Milia, Egle Patrizia
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